venerdì 7 maggio 2010

Due poeti dell'esilio

La prima poesia che propongo oggi si intitola Totschlagen (Ammazzare), la seconda ساعتان في قطار (Due ore in treno). Per rendere in qualche modo omaggio alla pienezza di pensiero e alla densità dell'esperienza sottese alle sobrie parole dei loro autori, riporto la biografia di entrambi così, in forma breve ed accomunata: (Erich, Abdellatif) ha conosciuto la violenza nel proprio Paese (l'Austria, il Marocco) e l'esperienza dell'esilio (a Londra, a Parigi).

*

Erst die Zeit
dann eine Fliege
vielleicht eine Maus
dann möglichst viele Menschen
dann wieder die Zeit

Erich Fried

Prima il tempo
poi una mosca
forse un topo
poi possibilmente molti uomini
poi di nuovo il tempo

*
في ساعتين بالقطار
استعرض فيلم حياتي
بمعدل دقيقتين في السنة
نصف ساعة للطفولة
وأخرى للسجن،
الحب، الكتب، والتسكع
تتقاسم الباقي
يد صاحبتي
تذوب شيئا فشيئا في يدي
ورأسها على كتفي
بخفة حمامة
عند وصولنا
سأبلغ الخمسين
وسيبقى لي من الحياة
ساعة تقريبا

عبداللطيف اللعبي

In due ore di treno
ripasso il film della mia vita
Due minuti per anno in media
mezz'ora per l'infanzia
un'altra per la prigione
L'amore, i libri, l'errare
si ripartiscono il resto
La mano della mia compagna
si fonde a poco a poco nella mia
e la sua testa sopra la mia spalla
è tanto leggera come una colomba
Al nostro arrivo
avrò una cinquantina d'anni
e mi resterà circa un'ora
da vivere

Abdellatif Laâbi

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