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sabato 5 novembre 2011

K.grad

man möchte den Kindern sagen
ihr müsst vor nichts Angst haben
geht nackt
gründet eure eigene Republik
schlaft in weichen Betten
und träumt
träumt

     sagen was ist kann jeder
     es gibt Höheres als Überprüfbarkeit


     (auch in der schlechten Schule lernt man etwas
     Autoritätsunterwanderung
     zum Beispiel)





träumtträumt
und erwacht


der Stern im Fenster gegenüber
Leuchtturm 1917
und nun ins Spielzimmer
              mit dir
              Kalinin


              Grünorgien
              Kammgitter

              
              Kohlendioxidberge


alte Überbleibsel, wie von einer untergegangenen Zivilisation, fast prähistorisch, kaum mehr zu verstehen, wozu sie einmal gebraucht wurden, und doch ist alles erst 20 Jahre her


              noch immer bewohnt




Landschaft
Weichbild
Peripherie






ihr Kinder mit den immer zottelnden Mähnen wehenden Haaren
ihr Kinder mit eurer Schatzkiste



(1) beklage dich nie über eine Situation, während die Situation noch akut ist
(2) wenn du es nicht galuben kannst, dass alles wirklich passiert ist, dann tu so, als wär's ein Film
(3) wenn die Situation vorbei ist, such dir einen, dem du die Schuld gibst, und sorge dafür, dass er das nie vergisst

Bettina Hartz


K.grad

ai bambini si vorrebbe dire
non dovete avere paura di nulla
andate nudi
fondate la vostra repubblica
dormite su letti morbidi
e sognate
sognate

     dire cos'è lo possono fare tutti
     ci sono cose più elevate della verificabilità



     (anche in una cattiva scuola si impara qualcosa
     l'infiltrazione dell'autorità
     per esempio)





sognatesognate
e svegliatevi


la stella nella finestra di fronte
faro nel 1917
e ora vengo nella stanza dei giochi
              con te
              Kalinin


              orge verdi
              reticolati di pettini

              
              montagne di anidride carbonica


vecchi resti, come di una civiltà scomparsa, quasi preistorica, di cui si capisce poco a cosa servissero una volta, eppure tutto risale ad appena 20 anni fa


              ancora abitati




paesaggio
circondario
periferia






voi bambini con i capelli sempre al vento le chiome danzanti 
voi bambini con la vostra cassa del tesoro


(1) non lamentarti di una situazione quando la situazione è ancora acuta
(2) se non riesci a credere che tutto è veramente successo, fai finta che sia un film 
(3) quando la situazione è passata, cerca uno cui dare la colpa e fai in modo che non se lo dimentichi mai

venerdì 13 agosto 2010

Domenica dannunziana

Nel novembre dell'anno successivo (nel 1992, ndf) Menia organizzò a Trieste una "domenica dannunziana", cui presero parte 5000 nostalgici. Richiamandosi alla Beffa di Buccari, organizzata dal poeta durante la prima guerra mondiale, in cui questi violò la baia vicino a Fiume per lasciarvi una bottiglia con un messaggio derisorio agli austriaci, egli ne ripetè il gesto. Imbarcato, insieme a Fini, su una barca a vela, gettò nel golfo di Trieste 350 bottiglie tricolori con il seguente messaggio:
Istria, Fiume, Dalmazia, terre romane, venete, italiche. La Jugoslavia muore dialaniata dalla guerra: gli ingiusti e vergognosi trattati di pace del 1947 e di Osimo nel 1975 oggi non valgono più [...] È anche il nostro giuramento: "Istria, Fiume, Dalmazia: ritorneremo!".

Jože Pirjevec, Foibe. Una storia d'Italia, Einaudi, 2009

Immagine tratta da www.cnj.it

Vivevo ancora a Trieste, allora, e, Alzheimer permettendo, dubito che mi dimenticherò mai della domenica dannunziana. Vorrei solo annnotare che dannunziano, col tempo, ha assunto una connotazione generalmente negativa, mentre finiano pare attualmente assumerne, almeno nel centro-sinistra, una piuttosto positiva, e invitare il lettore ad immaginare degli esponenti del partito più a destra del Bundestag, nel novembre del 1992, prendere il largo su una barca a vela alla volta di Kaliningrad per lanciarvi nelle acque antistanti delle bottiglie con il messaggio: Prussia orientale, Transpomerania, Brandenburgo orientale, Slesia: ritorneremo!


Quanto è bella, quanto è cara