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domenica 22 aprile 2012

In ogni momento presente

Una foto come tante. Fascisti in una città italiana. È il 1922. 
Allo stesso tempo, però, non è proprio una foto qualsiasi. Marca il confine, in ogni momento presente, tra ciò che è tollerabile e ciò che non lo è, ed in particolare la difficoltà di riconoscere l'intollerabile per tempo, e non quando tutti ne sono capaci, come l'8 settembre del 1943. Segna il momento in cui ai lettori del Wiener Bilder, nella cui prima pagina apparve il 5 novembre del 1922, bisognava ancora spiegare che si trattava dell'ingresso di fascisti in una città italiana con la mano destra sollevata, che rappresenta il caratteristico antico saluto romano

sabato 7 aprile 2012

Start with this gesture

Thus the first language in the first mute times of the nations must have begun with signs, whether gestures or physical objects, which had natural relations to the ideas to be expressed.
Vico, The New Science

Start with this gesture: a flinging of the
hands, so. A casting-forward, it says from,
away, out. Palms upwards, empty, nothing,
gone.

        Recast the movement in your mind:
conceive with what economy, supple
and synoptic, you comprehend chaos -

the accidents of human life, passions,
foibles, fates, restated as mechanics
and geometry,

                        though still, as for reasons
and motives, baffling as crazy Ares,
tail-chasing round our upturned bowl of sky.

Helen Tookey

Agreed/Intesa
Bruno Munari, Dizionario dei gesti italiani

Clever/È un dritto

OK/Tutto bene


onde tal Prima lingua ne' primi tempi mutoli delle Nazioni dovette cominciare con cenni, o atti, o corpi, ch'avessero naturali rapporti all'idee.
Vico, Scienza Nuova

Inizia con un gesto: uno scatto delle
mani, così. Un proiettare in avanti, dice da,
via, finito. Palme rivolte in alto, vuoto, niente,
sparito.

        Rimodella il movimento mentalmente:
immagina con quale economia, duttile
e sinottica, comprendi il caos -

i casi della vita umana, le passioni,
le debolezze, i destini, riaffermati come meccanica
e geometria,

                        eppure silenziosi, quanto a ragioni
e motivi, spiazzanti come il pazzo Ares,
sempre a mordersi la coda attorno alla nostra capovolta ciotola di cielo.