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venerdì 18 febbraio 2011

Salite su in barchetta, signori passaggieri

Vincent Dumestre, Le poème harmonique, Il fasolo?, Giovanni Battista Fasolo?, Francesco Mannelli?, Bergamasca "La barchetta passaggiera", da "Misticanza di vigna alla bermagasca", Roma, 1627

Patrone della barca
Salite su in barchetta,
Signori passaggieri,
Ch'el bon vento ci aspetta
Già fin dall'altro jeri,
Olà a noi:
Reggi il timon, Zanetto,
Scarpin, tira la scotta;
Scatozza, alza 'l trinchetto,
Ohimè, la fiasca è rotta.

Lombardo
Mo mi gh son prest' saltad
Ve tragh' il bon giorn' assai
E ve port carn salad'
La busecca co'l formai,
Olà a noi...

Todesco
Mi star bon compagnon'
Portar gnocch' e maccaron'
E boracchia de vin bon
Per far vele a Mont Fiascon,
Olà a noi...

Napolitano
Stipame 'sto pignatto
De piettorina e vuroccoli
Si s'arrasa lu gatto
Schiaffali chissi zuoccoli,
Olà a noi...

Toscano
Ci porto due frittate
D'un ovo fresco e bello
E di carne tre onciate
La salsa e 'l pescitello,
Olà a noi...

Francese
Je porte le potage
Le jambon et le fasain
Bouion avec le formage
Touche-moi les belles mains,
Olà a noi...

Spagnolo
Los puercos assados
Nò val nada, mas faves
Ravaniglios, y pescados
Fan lindo y muy biengraes,
Olà a noi....

Genovese
Fenoggi e pesci sarè
Un'amora de bon vin
Gattafura pur assè
Mi ghe porto e drozemin,
Olà a noi...

Patrone della barca ai marinai:
Trafughiam con modo bello
Al francese lo gambone
Al spagnolo il ravanello
Al todesco lo fiascone,
Lo pignatto allo Coviello
Al lombardo la busecca
Al toscano il pescitello
E sen stian a bocca secca,
Olà a noi...

Tutti:
O l' gatt robba li formai,
Scarpin lassa ssi vuroccoli
Zanettin non busticai
Diam di man a zoccoli.
I n'a puint' de descretion,
Tomagli la cavezza
Mi me basta lo fiascon'
Ohimè 'l boccal si spezza.
Olà a noi
Finiamo la canzone.
Vogate marinai,
Menat'i remi pari
E giocate di timone.


The boat owner
Get into the little boat,
Passengers all,
For good wind waits for us
Since yesterday already.
Hey to us:
Take the helm, Zanetto,
Scarpin, let out the sheet,
Scatozza, hoist the foresail.
Oh, the flask has broken.

The Lombard
I who boarded so quickly,
I wish you good day
And I bring you dried meat,
Tripe with cheese.
Hey, to us...

The German
I be a good companion
bring gnocchi and maccheroni,
And flasks of good wine
for our trip to Monte Fiascone.
Hey, to us...

The Neapolitan
Put the lid on this pot
Of bacon and broccoli
If the cat comes closer
Throw those clogs at him.
Hey, to us...

The Tuscan
I bring two omelettes
Made with good fresh eggs
And three ounces of meat
Sauce and small fry,
Hey, to us...

The Frenchman
I bring the soup
The ham and the pheasant
The broth with cheese
Touch my soft hands,
Hey, to us...

The Spaniard
The roast pigs are worthless
But the broad beans
Radishes and fish
Are good and fat.
Hey, to us...

The Genoese
I bring fennel and salted fish
And a very good wine
And enough grated cheese
And spices,
Hey, to us...

The boat owner to the sailors
Let's take it away nicely:
From the Frenchman, the ham,
From the Spaniard, the radish,
From the German, the big flask,
The pot from Coviello,
From the Lombard, the tripe
From the Tuscan, the small fry
Let's keep their throats dry,
Hey, to us...

Everybody
Oh, the cat has stolen the cheese,
Scarpin leave those broccoli
Zanettin, don't chew
Let's throw those clogs
He has no discretion
Grab him by the head
I just need the big flask
Oh, the tankard is broken.
Hey, to us
Let's finish the song
Sail, sailors,
Row together
And use the rudder.

Some errors are integral part of the original version and of its beauty.

mercoledì 27 ottobre 2010

Acceso mio core


Acceso mio core
dhe fuggi l'ardore
di questa crudele
di questa infedele.

Se li dici che l'ami
si fa sorda e si ride.
Che farai, cor dolente?
Morrai sicuramente.

No, no, no
non vò più amare
poiché sempre ò à penare.

Tu vedi cor mio
che spento è 'l disio
e morta è la fede
d'haver tua mercede.

Oh se parli o sospiri
non odirti si finge
e se mostri i martiri
di duol le guance tinge.

Il fasolo?


My burning heart
c'mon flee the ardour
of this cruel one
of this unfaithful one.

If you tell her you love her
she becomes deaf and laughs.
What will you do, sorrowful heart?
You will surely die.

No, no, no
I do not want to love anymore
because I always have to suffer.

You see, my heart,
that desire died away
that the faith
of obtaining your reward is dead.

Oh, if you speak or sigh
she pretends not to hear you
and if you show your torments
she paints her cheeks with grief.

The bean?

domenica 18 aprile 2010

Passeri contro cannoni

In Italia c'è una contrapposizione nord-sud, che ha delle ragioni storiche e delle responsabilità politiche locali e nazionali di lunga data, che al nord trova, a partire dagli anni Ottanta, un significativo consenso politico, un consenso che premia in particolare un partito, la Lega Nord per l'Indipendenza della Padania di Umberto Bossi, alleata di Silvio Berlusconi e fresca vincitrice delle ultime elezioni regionali. In Veneto, per esempio, la Lega ha ottenuto più di un terzo dei voti di coloro che sono andati a votare nell'ultima tornata elettorale. Questo partito si è inventato un territorio amministrativo, la Padania appunto, dei cui interessi si proclama difensore, e si è inventata una sua storia basata su radici celtiche (sic) dimostrando amnesia, se non ignoranza, non solo di tutte le altre - ben più profonde e prolifiche, almeno in Italia - radici, ma anche, nell'esibire insofferenza nei confronti del sud, senza i cui immigrati città come Milano e Torino sarebbero dimezzate, o nei confronti degli immigrati stranieri, dimostrando amnesia totale del più recente passato povero e contadino di territori settentrionali ad altissimo tasso di emigrazione all'estero (un unico, piccolo esempio: in prima elementare, mia madre aveva più di trenta compagni di classe, che in quinta sono diventati undici; tanti bocciati? No: tutti emigrati in Canada e in Argentina). Stigmatizza poi le magagne e le debolezze del sud chiudendo sistematicamente gli occhi su quelle del nord, attribuisce all'Europa e all'euro difetti economici strutturali tutti interni, attacca, usando un linguaggio violento, la Costituzione e le diverse istituzioni nazionali, di cui ormai è parte integrante da decenni, propone e assume, laddove amministra la cosa pubblica, iniziative xenofobe e populiste, che non sembrano avere propriamente come priorità la ricerca della soluzione dei problemi concreti nazionali e nemmeno di quelli locali: tra le varie soluzioni proposte per rilanciare l'economia di fronte all'esuberante crescita di Paesi lievemente più potenti dell'Italia a livello mondiale, ricordo la proposta di un sistema di salari differenziato tra le regioni del nord e quelle del sud - le cosiddette "gabbie salariali" - e l'introduzione dei dazi sulle importazioni.

Tutte cose note e stranote, ma alle volte me le ripeto per non dimenticarmi che non sono frutto di fantasia, ma concrete, reali e presenti.

A coloro che esprimono il proprio voto per un partito avente programmi, proposte e memoria di così corto respiro e che continuano a chiamare spregiativamente "terroni" (nelle varianti dialettali: "terùn" e "teròn") dei connazionali solo perché, pur avendo lavorato la terra esattamente come l'hanno lavorata i contadini al nord, l'hanno fatto a qualche grado di latitudine più a sud, niente sembra far apparire ridicoli e inadeguati gesti, parole ed azioni di un partito come la Lega, niente. Figuriamoci allora a cosa potrà mai servire lasciare traccia (qui, poi!) di un fatto dell'Ottocento del tutto secondario, confinato al mondo musicale e alle sue tendenze. A niente, ovvio, ma lo faccio lo stesso, in ossequio al titolo del blog e pure con la stessa pedanteria usata nella premessa iniziale.

Nella prima metà dell'Ottocento, ben prima dell'unità politica dell'Italia, la cultura musicale si mescola in modo sempre più evidente, vede lo scambio reciproco di apporti provenienti dalle diverse scuole locali e trova un gusto di carattere nazionale che produrrà influssi e farà conoscere il Paese in tutto il mondo. Il siciliano Bellini (Catania, Regno di Sicilia, 1801 - Parigi 1835), rappresentante della scuola napoletana, viene assorbito dall'ambiente milanese, che gli tributa grandi successi: la Sonnambula e Norma vengono entrambe rappresentate per la prima volta nel 1831 a Milano, la prima al teatro Carcano, la seconda alla Scala. Il lombardo Donizetti (Bergamo, Repubblica Cisalpina, 1797 - Bergamo, Regno Lombardo-Veneto 1848) opera invece prevalentemente a Roma e a Napoli. Le opere di entrambi hanno successo anche all'estero e continuano tuttora a venire rappresentate ovunque.

Tra le composizioni del bergamasco, ce n'è una, minore, di impronta popolare, che si chiama Amor marinaro: è una canzonetta napoletana del 1835.

Amor marinaro

Me voglio fa' 'na casa miez' 'o mare
fravecata de penne de pavune.
Trallalallera, trallalallà.
D'oro e d'argiento voglio far li grade
e de prete preziuse li barcune.
Trallalallera, trallalallà.
Quanno Nennella mia se ne va a affacciare
ognuno dice: mo' spunta lu sole.
Trallalallera, trallalallà.

A sailor's love

I want to build a house in the middle of the sea
made of peacock feathers.
Trallalallera, trallalallà.
Of gold and silver I want to make the stairs
and of precious stones the balconies.
Trallalallera, trallalallà.
When my Nennella goes and looks out,
everyone says: now the sun is raising.
Trallalallera, trallalallà.

La canzonetta è stata interpretata, tra gli altri, anche da Cecilia Bartoli (Roma, Italia, 1966), mezzosoprano di una città, posta da qualche parte tra Bergamo e Catania, che ha lasciato qualche traccia leggermente più marcata nella storia del Paese, dell'Europa e di tutta l'area mediterranea, ripetto a quella celtica, ma questa è una storia molto più antica e oggi voglio usare solo un passero, contro i cannoni della Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, questo:


Link diretto.

Nel video, la Bartoli canta al teatro palladiano di Vicenza.

P.S. Il titolo del post rimanda a questa poesia.
P.P.S. Per trovare nel dizionario italiano dei termini di origine latina o greca miez' 'o mare magno di quelli di origine celtica, bisogna avere molta, molta pazienza e una gran dose di fortuna.
P.P.P.S. Anche se ormai è un termine entrato nell'uso politico corrente, ogni volta che sento parlare di Padania a me viene in mente il Maradagal.