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domenica 22 maggio 2011

der himmel

der himmel
ein betrunkener
seemann
dem einer das auge
ausgestochen hat

im finstern
die weiße perle

du schläfst
mit dem zyklopen

Uljana Wolf



il cielo
un marinaio
ubriaco
cui si sia
cavato l'occhio

nel buio
la perla bianca

tu dormi
col ciclope



Note

1. Alle volte delle cose mi rimandano a delle poesie, ma accade anche il contrario, per fortuna.

2. Πᾶν γνήσιον άντίτυπον φέρει τήν κάτωθι ύπογραφήν και τήν σφραγίδα: ogni copia autentica reca la seguente firma e sigillo.

3. So pochissimo di Ettore Wieser: era triestino, navigava, leggeva libri in tedesco, francese e greco, alcuni dei quali, acquistati a Patrasso, si era portato a bordo della goletta "Angelo", (forse, ma non ne ho trovato conferme definitive) ha partecipato alla battaglia di Domokós del 1897 tra le fila dei garibaldini e, almeno in fatto di libri, aveva uno spiccato senso della proprietà. La prossima volta che vado a Trieste provo a cercare qualche altra sua traccia, se mi riesce.

4. Per Niccolò Tommaseo e Trieste rimando a qua.

5. Il testo illustrato nelle fotografie ha un odore che potrò integralmente restituire, incluse le sue nuances marine, fra qualche decina d'anni, se tutto va bene, con uno speciale link (il listink).


6. Questo è tutto quello che ho da dire sull'editoria elettronica.

sabato 30 aprile 2011

look on my card

wir wollten über diesen satz wie eine fremde stadt uns beugen, ort erzeugen, mundraum, traum vom hören, oder sagen: hier, in diesem netz aus zungen, ist ein weg gelungen, ein versehn, verstehn. auf unseren stirnen, die sich fast berührten, klebte lingua franca, eine briefmarke. wo am i, ein spiel, auf raten, aber was wir sprachen, passte nicht: die roten linien schnalzten, rollten sich in ihre eignen namen, kamen mit dem griechen chartis, carta aus italien und karte, also mir. trotzdem waren wir hier. almost true friends. und fanden mit dem falschen wort den ort und falteten den rest der stadt, nach art des landes, wie man sagt, in mappen ein.

Uljana Wolf


volevamo chinarci su questa frase come una città straniera, generare posto, spazio lessicale, sogno di ascolto, oppure dire: qui, in questa rete di lingue, è riuscito un percorso, un errore, una comprensione. sulle nostre fronti, che quasi si toccavano, si appiccicava la lingua franca, un francobollo. dove am i, un gioco, a rate, ma quello che dicevamo non c'entrava: le linee rosse schioccavano, si arrotolavano nel proprio nome, arrivavano con la greca chartis, la tedesca karte e la carta, quindi me. eppure eravamo qui. almost true friends. e trovavamo con la parola sbagliata il posto e piegavamo il resto della città, alla paesana, come si dice, in mappe.

giovedì 28 aprile 2011

x suspected mental defect

B: schiena
C: congiuntivite
CT: tracoma
E: occhi
F: viso
FT: piedi
G: gozzo
H: cuore
K: ernia
L: zoppo
N: collo
P: fisico e polmoni
PG: gravidanza
SC: cuoio capelluto
S: arteriosclerosi
X: sospetta malattia mentale
X cerchiata: malattia mentale acclarata
(Segni apposti col gesso sui vestiti degl immigrati ad Ellis Island)


x marks the spot? und ob. wir, überführt allein durchs irre hiersein, auf der stelle, am kopf der steilen treppe, in sechs sekunden ist alles entdeckt: wir sind die stelle selbst. stinkende inseln. in tücher gehüllt, üble see im leib, imbecile, labil, im besten fall bloß durch den wind. ein flatternder zettel zwischen den zähnen, name, passage, die schatzkarte. selbst ausgegraben, selbst hergetragen. in der gepäckstation: "ein blick auf die bündel, ich weiß alles. die knoten verraten den knüpfer, seine zitternde hand."

Uljana Wolf


x marks the spot? eccome. noi, colpevoli solo per il nostro folle esserci, sul posto, in cima alla ripida scala, in sei secondi tutto è scoperto: siamo il posto stesso. isole puzzolenti. avvolti in panni, mare brutto nella pancia, imbecilli, labili, nel migliore dei casi esposti nudi al vento. un foglietto svolazzante tra i denti, nome, passaggio, la carta del tesoro. esumati da soli, da soli portati là. nella stazione bagagli: "uno sguardo ai fagotti, io so tutto. i nodi tradiscono l'annodatore, la sua mano tremolante."