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domenica 16 maggio 2010

Come sarebbe se il fiume fosse il Meno

Слоны бились бивнями так,
Что казались белым камнем
Под рукой художника.
Олени заплетались рогами так,
Что казалось, их соединял старинный брак
С взаимными увлечениями и взаимной неверностью.
Реки вливались в море так,
Что казалось: рука одного душит шею другого.

Велимир Хлебников, 1910-1911


Gli elefanti si battevano con le zanne così,
Che parevano una pietra bianca
Sotto la mano dell'artista.
I cervi intrecciavano le loro corna così,
Che parevano essere uniti da un'antica alleanza.
Con le loro attrazioni reciproche e le loro reciproche incostanze.
I fiumi confluivano in mare così,
Che la mano dell'uno pareva strozzare il collo dell'altro.

Velimir Chlebnikov, 1910-1911


(Lo сдвиг (spostamento) di suono e di senso da река (fiume) a рука (mano) è completamente perduto e con tutta probabilità non solo quello. La cosa più idiota che mi è venuta in mente finora per tentare di mantenerlo è il gioco di parole Meno-mano, ma a Francoforte sull'Oder non l'avrebbe capita nessuno - ci tengo particolarmente, ai lettori di quella città -, mentre la cosa meno idiota cui mi è riuscito di pensare è un'immagine che si sviluppi a partire dai bracci di un delta fluviale, ma vi ho rinunciato, ché nel delta il fiume "discende per aver pace coi seguaci sui" e non confluisce con scatti di violenza).

sabato 6 febbraio 2010

Когда умирают кони - дышат

Когда умирают кони - дышат,
Когда умирают травы - сохнут,
Когда умирают солнца - они гаснут,
Когда умирают люди - поют песни.

Велимир Хлебников, 1912

Quando stanno morendo, i cavalli respirano,
Quando stanno morendo, le erbe si seccano,
Quando stanno morendo, i soli si bruciano,
Quando stanno morendo, gli uomini cantano delle canzoni.

Velimir Chlebnikov, 1912
Traduzione di Paolo Nori

Questa non è solo una poesia di Chlebnikov, è anche la prima poesia di Chlebnikov che Nori abbia mai letto nella sua vita. Di altre persone specifiche non saprei dire, ma c'è una certa probabilità che vi siano dei passanti olandesi e dei patiti di musica elettronica tedeschi e non che hanno letto per prima proprio questa poesia, tra le poesie di Chlebnikov.
Perché a Leida si trova all'aperto, sul muro laterale di un edificio in Apothekersdijk 26.


E perché Thomas Brinkmann l'ha interpretata così.
Se posso per un attimo parlare di me, questa è già la seconda poesia di Chlebnikov che leggo.

domenica 13 dicembre 2009

Desideri - 1

Мне мало надо!
Краюшку хлеба
И каплю молока.
Да это небо,
Да эти облака!



Poco, mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.

Velimir Chlebnikov

(traduzione di Paolo Nori, credo, visto che si trova in esergo al suo Mi compro una Gilera.)

So little I need!
A crust of bread,
a drop of milk.
And this sky,
and these clouds!