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venerdì 23 marzo 2012

Fino al 1998, il 23-24 marzo era via Rasella e l'eccidio delle Fosse Ardeatine

Oggi siamo considerati a tutti gli effetti un grande paese, non più com'eravamo visti prima.
Massimo D'Alema

Dal 23-24 marzo 1999
italiano
cominciò a fare rima
con Aviano.

domenica 19 giugno 2011

L'uomo italiano, dove meno te lo aspetti

Mi dispiace che in questo libro non ci siano delle tracce italiane. Perché senza dubbio non mancano le occasioni per far entrare un italiano - o ancora meglio, un'italiana - in uno di questi racconti. Del resto, era più semplice e veloce ficcarci dentro qualche tedesco o russo. A ogni modo, spero che un certo non so che di italiano emerga da queste prose, innanzitutto perché esse sono il più delle volte eccessive, nervose e al tempo stesso allegre - caratteristiche principali, queste, anche del pubblico al quale consegno oggi Il libro dei mestieri. Sto pensando a quanto, nel trambusto della mia famiglia e nella veemente gesticolazione dei suoi membri, vi fosse di latino, di mediterraneo. Il caseggiato belgradese in cui abitavo in tempo di guerra, con le sue due ali e il cortile in mezzo, potrebbe essere lo stesso di Una giornata particolare di Ettore Scola. E la mia mamma, collerica e un po' mattacchiona, potrebbe benissimo passare per una napoletana, mentre lo zio - con i suoi abiti, le sue maniere e il suo interesse particolare per il genere femminile - sembra aver imparato la parte da uno dei vostri vecchi film. Film nei quali gli uomini erano spigliati, intraprendenti, e i loro capelli luccicavano sempre di brillantina. E poi le zie, che immaginavano di essere Alida Valli, mentre in realtà somigliavano di più a Gelsomina.
Una specie di italianità nascosta ha accompagnato tutta la mia vita. Uno spirito che tante volte ho visto affiorare dai libri, ma soprattutto dai film, e in cui ritrovavo molti aspetti di me stesso. In effetti, Amarcord potrebbe essere una mia opera segreta, che Fellini ha contrabbandato come sua - perché no? Per decenni, tra l'altro, ho trascorso regolarmente alcuni periodi in una casa romana, dove ho avuto modo di scrivere svariate cose. In quel luogo, del resto, non solo hanno preso corpo Le anime morte, ma è stato generato qualcosa di altrettanto importante. Mi riferisco al mio grande predecessore Miloš Crnjanski, che in qualità di diplomatico visse a Roma nel periodo antecedente alla seconda guerra mondiale, dove scrisse uno dei suoi libri più belli, Dagli Iperborei.
Durante tutti questi anni ho messo letteralmente a soqquadro, con la mia sola presenza, centinaia di piccole e grandi località sparse per l'Italia: villaggi in Val d'Aosta, castelli in Umbria e in Toscana, minuscole comunità del Lazio. E non mi fermerò così facilmente!
Dalla mia finestra istriana, a Rovigno, guardo il mare aperto, in direzione di Venezia, ogni volta sperando di scorgere, nell'azzurro dell'orizzonte, il campanile di San Marco. Per quanto i miei amici, gente di mare, tentino di persuadermi che una cosa simile è difficilmente realizzabile, sono convinto che un giorno accadrà.

Bora Ćosić, prefazione all'edizione italiana de Il libro dei mestieri (Priče o zanatima, 1966), Zandonai, 2011, traduzione di Maja Vranješ

domenica 14 marzo 2010

حجر/piera/stone



Se solo fossi una pietra

Non desidero niente
Non passa nessun ieri
Non arriva nessun domani
Il mio oggi non declina né scorre.
Non mi succede né l'uno né l'altro.
Ho detto se solo fossi una pietra
Qualsiasi pietra da far lambire dall'acqua
fino a diventare verde o gialla
da mettere su un piedistallo in una stanza
come una scultura
o un esempio di lavoro d'intaglio
o uno strumento per sbrogliare il necessario da quello che non lo è...
Se solo fossi una pietra
allora potrei desiderare tutto!

Mahmoud Darwish, Diari

Ho azzardato più del solito: se l'originale arabo è proprio quello tratto dal numero 88/89 del 2006 della rivista letteraria al-Karmel, ho avuto un gran bel colpo di fortuna. Se no, lo si ignori e mi si perdoni.


*

Megio 'l silensio
erba d'un prào,
griso d'assensio,
barco fondào.

No' stâ svolâ.
Dalongo i trae;
no' stâ cantâ,
gnanche d'istàe.

Sii piera grisa
che nissun bada,
polvere grisa
sora la strada.

Caligo fisso
che passa via,
svodo d'abisso
dopo una ssia.

No' stâ fidâte
de le to ore:
lássele scôre,
sensa voltâte.

Biagio Marin, Il non tempo del mare, 1964


Meglio il silenzio
erba di un prato,
grigio d'assenzio,
barco affondato.

Non volare.
Subito ti sparano addosso;
non cantare,
neanche d'estate.

Sii pietra grigia
cui nessuno bada,
polvere grigia
sopra la strada.

Nebbia fitta
che passa via,
vuoto d'abisso
dopo una scia.

Non fidarti
delle tue ore:
lasciale scorrere
senza voltarti.

*

Stone

Go inside a stone
That would be my way.
Let somebody else become a dove
Or gnash with a tiger's tooth.
I am happy to be a stone.

From the outside the stone is a riddle:
No one knows how to answer it.
Yet within, it must be cool and quiet
Even though a cow steps on it full weight,
Even though a child throws it in a river;
The stone sinks, slow, unperturbed
To the river bottom
Where the fishes come to knock on it
And listen.

I have seen sparks fly out
When two stones are rubbed,
So perhaps it is not dark inside after all;
Perhaps there is a moon shining
From somewhere, as though behind a hill—
Just enough light to make out
The strange writings, the star-charts
On the inner walls.

Charles Simić, What the Grass Says, 1967