venerdì 6 settembre 2013

As it is

2 February

Returned to Churchill's Marlborough, interrupted owing to Mary's inability to read aloud. It is the most expensive book in history. Winston should not have had the leisure to write it, but should have been in office,(1) in which case England would have been so well armed that Germany would not have dared to disobey her, or having done so, would soon have had to yield. As it is, England is spending billions, where tens of millions, or a few hundred millions, would have sufficed. But Anglo-Saxons are not military minded, and will not believe in war until it is upon them.

Bernard Berenson, One year's reading for fun, 1942

(1) Sir Winston's biography was written during the first years of his decade of absence from the Cabinet (1929-1939).



2 febbraio

Ripreso il Marlborough di Churchill, interrotto per l'incapacità di Mary di leggere ad alta voce. È il libro più caro della storia. Winston non avrebbe dovuto prendersi il tempo di scriverlo, ma avrebbe dovuto restare in carica,(1) nel qual caso l'Inghilterra sarebbe stata così ben armata che la Germania non avrebbe osato disobbedirle o, se l'avesse fatto, avrebbe dovuto arrendersi presto. E invece l'Inghilterra sta spendendo miliardi, mentre decine di milioni o qualche centinaia di milioni sarebbero stati più che sufficienti. Ma gli anglosassoni non hanno una mentalità militare e non credono nella guerra finché non ci sono dentro. 

(1) La biografia di Sir Winston fu scritta durante i primi anni del suo decennio di assenza dal governo (1929-1939).

mercoledì 4 settembre 2013

Italien-Chanson

Wie war Italien einst verdreckt!
Jetzt ist Italien sauber.
Man hat dort deshalb Gold entdeckt.
Wem dankt man solchen Zauber?

Refrain: Mussolinchen, das das Ärmchen hebt,
         Das Mädchen für alles, das Mädchen,
         Das, spät geboren, weiter lebt
         Dank vieler Attentätchen.

Italien, das schon manche Schlacht
Gewann, ha! Heute siegt es
An jedem Tag, in jeder Nacht
Wohl zehnmal. An wem liegt es?

Refrain: Mussolinchen, das das Ärmchen hebt,
         Das Mädchen für alles, das Mädchen,
         Das, spät geboren, weiter lebt
         Dank vieler Attentätchen.

Italia, die Großnation,
Wird - nur dank Mussolinis
Genie - einst ---
- (Schluß der Redaktion)
Finis.

Joachim Ringelnatz, 1926


Com'era sporca l'Italia una volta!
Ora l'Italia è pulita.
Vi si è dunque scoperto l'oro stavolta.
A chi si deve questa magia inaudita?

Ritornello: A Mussolinino che solleva il braccino,
         il tuttofare, il tuttofare italiano 
         che, nato tardi, se ne vive ben benino
         grazie all'attentatino quotidiano.

L'Italia, che già qualche battaglia a suon di botte
ha vinto, ah! Oggi vince travolgente
ogni giorno, ogni notte
come minimo dieci volte. Da chi dipende?

Ritornello: Da Mussolinino che solleva il braccino,
         il tuttofare, il tuttofare italiano 
         che, nato tardi, se ne vive ben benino
         grazie all'attentatino quotidiano.

L'Italia, la grande nazione,
diventa - solo grazie a Mussolini
genio - un giorno ---
- (Fine della redazione)
Finis.

lunedì 2 settembre 2013

Poem of disconnected parts

At Robben Island the political prisoners studied.   
They coined the motto Each one Teach one.

In Argentina the torturers demanded the prisoners   
Address them always as “Profesor.”   

Many of my friends are moved by guilt, but I   
Am a creature of shame, I am ashamed to say.

Culture the lock, culture the key. Imagination   
That calls boiled sheep heads “Smileys.”

The first year at Guantánamo, Abdul Rahim Dost   
Incised his Pashto poems into styrofoam cups.

The Sangomo says in our Zulu culture we do not
Worship our ancestors: we consult them.”   

Becky is abandoned in 1902 and Rose dies giving   
Birth in 1924 and Sylvia falls in 1951.   

Still falling still dying still abandoned in 2005   
Still nothing finished among the descendants.   

I support the War, says the comic, it’s just the Troops   
I’m against: can’t stand those Young People.   

Proud of the fallen, proud of her son the bomber.   
Ashamed of the government. Skeptical.   

After the Klansman was found Not Guilty one juror   
Said she just couldn’t vote to convict a pastor.   

Who do you write for? I write for dead people:   
For Emily Dickinson, for my grandfather.   

The Ancestors say the problem with your Knees
Began in your Feet. It could move up your Back.”   

But later the Americans gave Dost not only paper   
And pen but books. Hemingway, Dickens.   

Old Aegyptius said Whoever has called this Assembly,   
For whatever reason—it is a good in itself.   

O thirsty shades who regard the offering, O stained earth.   
There are many fake Sangomos. This one is real.

Coloured prisoners got different meals and could wear   
Long pants and underwear, Blacks got only shorts.   

No he says he cannot regret the three years in prison:   
Otherwise he would not have written those poems.   

I have a small-town mind. Like the Greeks and Trojans.   
Shame. Pride. Importance of looking bad or good.   

Did he see anything like the prisoner on a leash? Yes,   
In Afghanistan. In Guantánamo he was isolated.   

Our enemies “disassemble” says the President.   
Not that anyone at all couldn’t mis-speak.   

The profesores created nicknames for torture devices:   
The Airplane. The Frog. Burping the Baby.   

Not that those who behead the helpless in the name   
Of God or tradition don’t also write poetry.   

Guilts, metaphors, traditions. Hunger strikes.   
Culture the penalty. Culture the escape.   

What could your children boast about you? What   
Will your father say, down among the shades?   

The Sangomo told Marvin, “You are crushed by some
Weight. Only your own Ancestors can help you.”

Robert Pinsky
Gulf Music, 2007



Poesia composta da parti incoerenti

A Robben Island i prigionieri politici studiavano.
Coniarono il motto Ognuno Insegni ad un altro.

In Argentina i torturatori richiedevano ai prigionieri
che gli ci si rivolgesse sempre con un "Profesor".

Molti miei amici sono pervasi dal senso di colpa, ma io
sono una creatura della vergogna, mi vergogno di dire.

Cultura: serratura e chiave. Immaginazione
che chiama le teste di pecora bollite "Smileys".

Il primo anno a Guantánamo, Abdul Rahim Dost
scrisse le sue poesie in pashtu graffiando tazze di polistirolo.

"Lo Sciamano dice che nella nostra cultura zulù non
adoriamo i nostri antenati, li consultiamo".

Becky viene abbandonata nel 1902 e Rose muore
di parto nel 1924 e Sylvia cade nel 1951.

Continuano a cadere a morire a venire abbandonate nel 2005
non si riesce a finire niente nemmeno tra noi discendenti.

Sono a favore della Guerra, dice il comico, sono solo contro
le Truppe: non sopporto quei Giovani.

Orgogliosa dei caduti, orgogliosa del figlio bombardiere.
Prova vergogna per il governo. Scettica.

Dopo che l'Uomo del Ku Klux Klan  fu dichiarato Non Colpevole una donna della giuria
disse di non poter proprio condannare un pastore.

Per chi scrivi? Scrivo per i morti:
per Emily Dickinson, per mio nonno.

"Gli Antenati dicono che il problema alle tue Ginocchia
iniziò dai Piedi. Potrebbe risalire fino alla Schiena".

Ma dopo gli Americani diedero a Dost non solo carta
e penna, ma anche libri. Hemingway, Dickens.

Il vecchio Egizio disse Chiunque abbia convocato questa Assemblea,
qualsiasi ne sia stato il motivo - è un bene di per sé.

Oh ombre assetate che considerate le offerte, oh terra macchiata.
Ci sono molti Sciamani falsi. Questo è vero. 

I Prigionieri di colore ricevevano pasti diversi e potevano indossare
pantaloni lunghi e biancheria, i Neri solo pantaloni corti.

No - dice -  non gli dispiace per i tre anni in prigione:
altrimenti non avrebbe scritto quelle poesie.

Ho una mentalità provinciale. Come i greci ed i troiani.
Vergogna. Orgoglio. Importanza di un aspetto brutto o bello.

Ha visto qualcosa come il prigioniero al guinzaglio? Sì,
in Afghanistan. A Guantánamo era in isolamento.

I nostri nemici "si disradunano", dice il Presidente.
Non che qualcuno non possa commettere degli errori, parlando.

profesores inventarono soprannomi per gli strumenti di tortura:
l'Aeroplano. La Rana. La Macchina per i ruttini dei neonati.

Non che quelli che hanno decapitato gli inermi in nome
di Dio o della tradizione non scrivano anche poesia.

Colpe, metafore, tradizioni. Scioperi della fame.
Cultura, la punizione. Cultura, la fuga.

Che motivo avrebbero per vantarsi di te i tuoi figli? Cosa
dirà tuo padre, giù tra le ombre?

Lo Sciamano ha detto a Marvin: "Sei schiacciato da qualche
Peso. Solo i tuoi Antenati ti possono aiutare".

How do ye make

How do ye make terriblye ungrammatical slange ynto somethinge correcte? WAYTE A HUNDRED YEERES!



Come trasmutar un gergo zeppo di errori grammaticali in qualcosa di corretto? ASPETTA CENT'ANNI!

venerdì 30 agosto 2013

giovedì 29 agosto 2013

Dizionario di tutte 'e cose: S come Social Network

The Okhrana, the Czarist predecessor of the GPU, is reported to have invented a filing system in which every suspect was noted on a large card in the center of which his name was surrounded by a red circle; his political friends were designated by smaller red circles and his nonpolitical acquaintances by green ones; brown circles indicated persons in contact with friends of the suspect but not known to him personally; cross-relationships between the suspect's friends, political and nonpolitical, and the friends of his friends were indicated by lines between the respective circles.
Obviously the limitations of this method are set only by the size of the filing cards, and, theoretically, a gigantic single sheet could show the relations and cross-relationships of the entire population. And this is the Utopian goal of the totalitarian secret police. [...] Now the police dreams that one look at the gigantic map on the office wall should suffice at any given moment to establish who is related to whom and in what degree of intimacy; and, theoretically, this dream is not unrealizable although its technical execution is bound to be somewhat difficult. If this map really did exist, not even memory would stand in the way of the totalitarian claim to domination; such a map might make it possible to obliterate people without any traces, as if they had never existed at all.

Hannah Arendt, The Origins of Totalitarianism, 1951

 
È stato segnalato [Maurice Laporte, Histoire de l'Okhrana, Paris, 1935] che l'Okhrana, la polizia segreta zarista che precedette la GPU, inventò un sistema di schedatura in cui si prendeva nota di ogni persona sospetta su una grande scheda al cui centro il suo nome era racchiuso da un cerchio rosso; i suoi amici nell'ambiente politico erano contrassegnati da cerchi rossi più piccoli e i suoi conoscenti al di fuori dell'ambiente politico da cerchi verdi; dei cerchi marroni indicavano le persone in contatto con amici del sospetto ma a lui non personalmente note; le interrelazioni tra gli amici del sospetto, che fossero in ambito politico o meno, e gli amici dei suoi amici erano indicate da linee tracciate tra i rispettivi cerchi. Ovviamente i limiti del metodo erano dettati solo dalla dimensione delle schede e, in teoria, un solo foglio, gigantesco, avrebbe potuto rivelare le relazioni e le interrelazioni di tutta la popolazione. E questo è l'obiettivo utopico della polizia segreta di un regime totalitario. [...] Ora la polizia sogna che uno sguardo alla mappa gigantesca sulla parete dell'ufficio sia sufficiente in qualsiasi momento per stabilire chi è in relazione con chi e in quale grado di intimità; e, in teoria, questo sogno non è irrealizzabile nonostante la sua realizzazione tecnica sia per forza piuttosto difficile. Se questa mappa esistesse davvero, nemmeno la memoria si frapporrebbe all'aspirazione totalitaria al dominio; una tale mappa renderebbe possibile cancellare le persone senza lasciare alcuna traccia, come se non fossero mai esistite.

mercoledì 28 agosto 2013

Dizionario di tutte 'e cose: S come Sineddoche, E come Eufemismo e/o P come Pleonasmo



Mo l'è vero

Menato - A che muò favièlegi? 
Ruzante - Com a fazòm nu, mo malamén. Com fa sti migiolari de fachinaria che va con la zerla per le vile. Tamentre gi è batezè, e sí fa pan com a fazòm nu. A se mariegi an. Mo l'è vero che queste guere e i soldò g'ha fato anare l'amore via dal culo.


 
Menato - E come parlano?
Ruzante - Come facciamo noi, ma malamente, come fanno questi ambulanti che come facchini vanno con le gerle per le città. Eppure nascono come noi e fanno il pane come facciamo noi. E si innamorano, anche. Ma è pur vero che questa guerra* e i soldati gli hanno fatto andare l'amore via dal culo.
 

Menato - And how do they speak?
Ruzante - They speak as we do, but badly, as these street vendors do, walking around from town to town, like porters with wicker baskets. And yet they are born as we are, and they make bread as we do. And they fall in love too. But it's true that this war and the soldiers have made love leave out the ass.


* Non erano tali le infermità d'Italia, né sí poco indebolite le forze sue, che si potessino curare con medicine leggiere; anzi, come spesso accade ne' corpi ripieni di umori corrotti, che uno rimedio usato per provedere al disordine di una parte ne genera de' piú perniciosi e di maggiore pericolo, cosí la tregua fatta tra il re de' romani e i viniziani partorí agli italiani, in luogo di quella quiete e tranquillità che molti doverne succedere sperato aveano, calamità innumerabili, e guerre molto piú atroci e molto piú sanguinose che le passate: perché se bene in Italia fussino state, già quattordici anni, tante guerre e tante mutazioni, nondimeno, o essendosi spesso terminate le cose senza sangue o le uccisioni state piú tra' barbari medesimi, avevano patito meno i popoli che i príncipi. Ma aprendosi in futuro la porta a nuove discordie, seguitorono per tutta Italia, e contro agli italiani medesimi, crudelissimi accidenti, infinite uccisioni, sacchi ed eccidi di molte città e terre, licenza militare non manco perniciosa agli amici che agli inimici, violata la religione, conculcate le cose sacre con minore riverenza e rispetto che le profane.
La cagione di tanti mali, se tu la consideri generalmente, fu come quasi sempre l'ambizione e la cupidità de' príncipi: ma considerandola particolarmente, ebbono origine dalla temerità e dal procedere troppo insolente del senato viniziano, per il quale si rimossono le difficoltà che insino allora avevano tenuto sospesi il re de' romani e il re di Francia a convenirsi contro a loro; l'uno de' quali immoderatamente esacerbato condussono in grandissima disperazione, l'altro nel tempo medesimo concitorono in somma indegnazione, o almeno gli dettono facoltà di aprire sotto apparente colore quel che lungamente aveva desiderato. 

lunedì 26 agosto 2013

evtl. Schnittlauch or Sardellenpaste

Sommerfeld, 17.7.34
Lieber Dear-darling, Please bring some money, that I love you further and further. I wait for morning with Kalk. To-day there is in hospital's matter several trouble for me. The Dr. U. comes the first time again. I will be wipped (Gewogen ist das richtig oder nur lustig?). Then a proof of blood, and control of urin and sputum. The last night I slept for the circumstances better, because the sister Cäcilie knew much about her metier and seems to be - as we say - a little bit born for it. I read two, three other stories of Hemingway. So and so. - And now good bye und bring much talking and more love with you to-morrow, evtl. Schnittlauch or Sardellenpaste. - Yours Ringel.




Sommerfeld, 17.7.34
Caro Caro-tesoro, ti prego di portare un po' di soldi, che ti amo sempre di più. Aspetto di passare la mattina con il mio Calcare*. Quest'oggi, in materia d'ospedale, ci sono diversi guai per me. Il Dott. U. ritorna per la prima volta. Verrò asciugato (pesato è corretto o solo divertente?). Poi un'analisi del sangue ed un controllo di urina e saliva. La notte scorsa ho dormito per le circostanze meglio perché sorella Cäcilie conosceva bene il suo mestiere e sembra essere - come diciamo - un po' nata per questo. Ho letto due-tre altre storie di Hemingway. Robe così. E ora arrivederci e porta con te molte parole e più amore domani, eventualm. erba cipollina o pasta d'acciughe. - Saluti Ringel.

* Ringelnatz aveva soprannominato sua moglie Muschelkalk, Calcare conchigliare.

venerdì 23 agosto 2013

Dizionario di tutte 'e cose: A come Anche

Nessuno sembra disposto ad assumersi la propria parte di responsabilità per l'incompiutezza dell'esperimento democratico italiano. È colpa della casta, dice chi non vi fa parte o non ritiene di farvi parte. È colpa dei politici, dicono i non politici. È colpa dei comunisti, dice Berlusconi. È colpa di Berlusconi, dice il PD. È colpa del PDL e del PD, dice il Movimento 5 Stelle. È colpa degli immigrati strupratori (sic), dicono i leghisti e buona parte della destra. È colpa della Chiesa Cattolica, dicono gli anticlericali. È colpa della Finanza Mondiale Planetaria Globale Associata, dicono i complottisti col fiuto per l'economia. È colpa del ministro Kyenge, dice il climatologo Giovanni Sartori, perché "il suo chiodo fisso è lo ius soli; e la conseguenza di questa irresponsabile fissazione sarà una ingente crescita, prevalentemente africana, della popolazione italiana".

Sulla falsariga di questi articolati motivi, io potrei tranquillamente dire - e non sarebbe la panzana peggiore, in fondo - che è colpa di chi non si chiama Francesca nata a Trieste da Adriana e Sergio. Non è così, però, perché avrei fatto meglio a scrivere quasi nessuno: è anche colpa mia.


Der glücklose Engel

Es gibt ein Bild von Paul Klee, das Angelus Novus heißt. Ein Engel ist darauf dargestellt, der aussieht, als wäre er im Begriff, sich von etwas zu entfernen, worauf er starrt. Seine Augen sind aufgerissen, sein Mund steht offen und seine Flügel sind ausgespannt...
Walter Benjamin

Der glücklose Engel

Hinter ihm schwemmt Vergangenheit an, schüttet Geröll auf Flügel und Schultern, mit Lärm wie von begrabenen Trommeln, während vor ihm sich die Zukunft staut, seine Augen eindrückt, die Augäpfel sprengt wie ein Stern, das Wort umdreht zum tönenden Knebel, ihn würgt mit seinem Atem. Eine Zeit lang sieht man noch sein Flügelschlagen, hört in das Rauschen die Steinschläge vor über hinter ihm niedergehn, lauter je heftiger die vergebliche Bewegung, vereinzelt, wenn sie langsamer wird. Dann schließt sich über ihm der Augenblick: auf dem schnell verschütteten Stehplatz kommt der glücklose Engel zur Ruhe, wartend auf Geschichte in der Versteinerung von Flug Blick Atem. Bis das erneute Rauschen mächtiger Flügelschläge sich in Wellen durch den Stein fortpflanzt und seinen Flug anzeigt.

Heiner Müller



Cè un quadro di Paul Klee che si intitola Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra sul punto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali spiegate...


L'angelo sfortunato (ed infelice)

Dietro di lui si sedimenta il passato, gli scarica addosso detriti su ali e spalle, con un rumore come di tamburi sepolti, mentre davanti a lui si ammassa il futuro, gli sfonda gli occhi, gli fa esplodere i globi oculari come una stella, gli trasfigura la parola in un bavaglio sonoro, lo strozza col suo respiro. Per un certo tempo si vedono ancora i battiti delle sue ali, nel rumore si avvertono i colpi delle pietre che si abbattono davanti sopra dietro di lui, il vano movimento quanto più impetuoso tanto più chiassoso, isolato, quando rallenta. Poi l'attimo si chiude sopra di lui: sul suo posto in piedi sepolto rapidamente dalle macerie, l'angelo sfortunato (ed infelice) si calma, aspettando la storia nella pietrificazione di volo sguardo respiro. Finché il rinnovato rumore di potenti battiti d'ali si trasmette ad ondate attraverso la pietra e preannuncia il suo volo.

martedì 13 agosto 2013

Noblesse/Nobiltà

Ils sont idiots, les Grecs,
ils mettent du grillage
sur leur soleil.

Un immigré algérien enfermé dans le centre de rétention administrative (C.R.A.) d'Amygdaleza, Corinthe
Alain Salles, Le Monde, 12.08.2013

Sono idioti, i greci,
mettono delle grate
sul loro sole.

Un immigrato algerino rinchiuso nel centro di identificazione ed espulsione (C.I.E.) di Amygdaleza, Corinto

lunedì 12 agosto 2013

Raritas

La fascination qu'exerce l'Italie sur nous (quelques amis et moi) est peut-être ce qui nous empêche d'être fascinés par les États-Unis. Tant qu'à admirer un de nos colonisateurs, autant choisir le plus ancien. Et un seul suffit.

Dominique Noguez, Derniers voyages en France : notes de voyage, avec un avant-propos et trois intermèdes, Editions Champ Vallon, 1994


Il fascino che l'Italia esercita su di noi (su qualche amico e me) è forse ciò che ci impedisce di subire il fascino degli Stati Uniti. Se proprio bisogna ammirare uno dei nostri colonizzatori, tanto vale scegliere il più antico. Ed uno solo basta ed avanza.

mercoledì 7 agosto 2013

Memoria

Gli utensili bruciati le croste
di fumo delle padelle
dei treppiedi la foglia fritta
i peperoni le budella
il tegamino per un uovo
le cuccume le molle
per i tizzoni.

Leonardo Sinisgalli
Il passero e il lebbroso, 1962-1970

Cfr., volendo.
Cfr., sempre volendo.

lunedì 5 agosto 2013

Dizionario di tutte 'e cose: N come Nizonnare

Je nizonne, je m'inscris dans une civilisation vivante, succulente, truculente, immanente.
Xavier Grall

Se si passa a Pont-Aven, non si può evitare, oltre alle omonime galettes, tutta la paccottiglia legata al soggiorno, in quel paese, di Gauguin, che pur vi passò solo qualche anno della sua vita: il consueto indotto dell'industria del ricordo, come quella di Goethe a Francoforte e a Weimar o di Aristotele a Stagira.

Se però, al posto di girare per le vie trafficate e un po' troppo bombonierose di Pont-Aven, ci si sposta nella vicina Nizon, oltre ad apprezzarne il bel campo di pétanque, centralissimo, proprio di fronte alla chiesa e alla mairie, e, con l'occasione, le more che vi crescono lungo un intero lato, si può provare - con tutti i limiti del turista che abbia solo essenzialmente triestato, bassanato, milanato, frankfurtiert e parisé - a nizonnare un po', partendo vuoi dalle installazioni effimere realizzate dai suoi abitanti nei limitrofi boschi durante l'annuale festa delle capanne, se si ha la fortuna di trovarli, vuoi dalle opere di Hangar't, cui molti abitanti del paese hanno contribuito, colorando copie di foto di famiglia, antiche e più recenti.

Se non sono riuscita ad imbattermi nelle loro capanne, pur avendone cercato i resti dell'ultima edizione della festa lungo le rive dell'Aven, ho avuto la fortuna di vederne alcune tele in una mostra in corso a Quimper, di cui la mia preferita è quella che riproduce Louise Laz e Anne Furic in auto nel 1937, e di ritrovarne riprodotte delle altre in giro per la rete, che ringrazio in modo generale.















"La magistratura non è un potere dello Stato perché non è elettivo. È un ordine, fatto di impiegati che hanno fatto un compitino per vincere un concorso"

Il y a dans chaque État trois sortes de pouvoirs : la puissance législative, la puissance exécutrice des choses qui dépendent du droit des gens, et la puissance exécutrice de celles qui dépendent du droit civil.

Par la première, le prince ou le magistrat fait des lois pour un temps ou pour toujours, et corrige ou abroge celles qui sont faites. Par la seconde, il fait la paix ou la guerre, envoie ou reçoit des ambassades, établit la sûreté, prévient les invasions. Par la troisième, il punit les crimes, ou juge les différends des particuliers. On appellera cette dernière la puissance de juger, et l'autre simplement la puissance exécutrice de l'État.

La liberté politique dans un citoyen est cette tranquillité d'esprit qui provient de l'opinion que chacun a de sa sûreté ; et pour qu'on ait cette liberté, il faut que le gouvernement soit tel qu'un citoyen ne puisse pas craindre un autre citoyen.

Lorsque, dans la même personne ou dans le même corps de magistrature, la puissance législative est réunie à la puissance exécutrice, il n'y a point de liberté; parce qu'on peut craindre que le même monarque ou le même sénat ne fasse des lois tyranniques pour les exécuter tyranniquement.

Il n'y a point encore de liberté si la puissance de juger n'est pas séparée de la puissance législative et de l'exécutrice. Si elle était jointe à la puissance législative, le pouvoir sur la vie et la liberté des citoyens serait arbitraire : car le juge serait législateur. Si elle était jointe à la puissance exécutrice, le juge pourrait avoir la force d'un oppresseur.

Tout serait perdu, si le même homme, ou le même corps des principaux, ou des nobles, ou du peuple, exerçaient ces trois pouvoirs : celui de faire des lois, celui d'exécuter les résolutions publiques, et celui de juger les crimes ou les différends des particuliers.

Montesquieu, L'Esprit des lois, Chapitre VI, livre XI, Genève, 1748


Ci sono in ogni Stato tre tipi di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo delle cose che dipendono dallo ius gentium ed il potere esecutivo delle cose che dipendono dal diritto civile.

Attraverso il primo, il principe o il magistrato fa delle leggi per un certo tempo o per sempre ed emenda o abroga quelle che sono già fatte. Attraverso il secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, stabilisce la sicurezza, previene le invasioni. Attraverso il terzo, punisce i delitti o giudica le controversie tra i privati. Chiameremo quest’ultimo potere giudiziario e l’altro semplicemente potere esecutivo dello Stato.

La libertà politica in un cittadino è quella tranquillità di spirito che proviene dall'opinione che ciascuno ha della propria sicurezza; e perché si abbia questa libertà, bisogna che il governo sia tale che nessun cittadino possa temerne un altro.

Quando, nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente.

E non c'è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo e da quello esecutivo. Se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario, poiché il giudice sarebbe legislatore. Se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore.

Tutto sarebbe perduto se un’unica persona, o un unico corpo di potenti, di nobili o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie tra i privati.

lunedì 8 luglio 2013

Ingegnosi artificii

Qualche giorno fa Le Monde ha riportato la notizia della condanna di un cittadino italiano per vilipendio alla nazione. La notizia ha dato il destro al suo corrispondente dall'Italia, Philippe Ridet, per ricordare la generale tendenza degli italiani a parlare male di se stessi, attitudine che cesserebbe immediatamente nel caso sia uno straniero, a muovere delle critiche, e quindi per suggerire, quale misura anti-debito pubblico italiano, l'estensione di un'ammenda pecuniaria equivalente a quella fissata dalla Cassazione (1000 euro) a tutti i cittadini che si lascino uscire di bocca un "paese di merda". Non un grande articolo, il suo, anche perché dovrà fare un ulteriore, notevole sforzo di ingegno, data la cronica assenza di vilipendi alla nation e la gentile tolleranza per le conneries di Le Pen padre e figlia, per escogitare un suggerimento all'altezza del problema del debito pubblico francese, che se è minore di quello italiano, è pur sempre in costante crescita.
Non è difficile ricordare chi, tra i politici italiani, ha espresso lo stesso sottile concetto, sul proprio paese, in forma privata ma da presidente del consiglio, per non parlare di chi ha pubblicamente dichiarato l'intenzione di usare la bandiera italiana alla stregua di carta igienica e se l'è cavata, se ben ricordo, senza dover versare alcuna ammenda grazie ad un indulto. Questo, solo a mo' di inciso a proposito del supposto accanimento giudiziario da una parte e del supposto principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge dall'altra.
La Corte di Cassazione avrebbe dovuto prendere posizione, tuttavia, non rispetto al vilipendio, ma rispetto al falso. L'Italia, infatti, non è un paese di merda, perché ha delle enormi potenzialità umane, attualmente inespresse e destinate a restare tali nell'immediato futuro: è solo, più banalmente, un paese arretrato, un paese che non legge e che, non leggendo, dimentica più in fretta e con maggior frequenza rispetto al tasso di oblio fisiologico ed usa parole povere o sbagliate e quindi non può che produrre pensieri inadatti a dare luogo ad azioni consapevoli, conseguenti e serie, non disdegnando di trovarsi alla mercé del pagliaccio di turno. È anche un paese che soffre di un notevole complesso di inferiorità nei confronti degli altri. Se non fosse così, la vicenda del cosiddetto metodo Stamina avrebbe avuto sensibilmente meno eco, che invece è stata potenziata trovando non poco carburante nel fatto che Nature ne ha scritto nei termini noti, in ben due occasioni diverse - un poco invidiabile onore.
Davide Vannoni ha depositato due domande di brevetto in Italia, due domande negli Stati Uniti e due domande all'Ufficio Europeo a proprio nome, designando come sola inventrice Erica Molino. Una domanda riguarda un procedimento di estrazione di cellule staminali mesenchimali, mentre l'altra riguarda un procedimento di estrazione e differenziazione di cellule staminali mesenchimali e il loro uso terapeutico. Le due domande di brevetto europee sono state ritirate prima della loro pubblicazione, presumibilmente a seguito di rapporti di ricerca negativi, checché ne dica Vannoni, che ha dichiarato di aver mantenuto le domande solo negli Stati Uniti per cercare di ottenere una protezione nel mercato mondiale più importante (per quanto non sembri disdegnare i finanziamenti pubblici incassati nell'ambito del piccolo mercato italiano), mentre le altre domande sono giunte a pubblicazione. Siccome l'Italia è un paese arretrato, il testo delle due domande italiane non è disponibile online. Lo è però quello delle domande di brevetto statunitensi, esattamente come lo è quello di tutte le domande di brevetto slovene dell'ultimo ventennio e quelle di molti altri paesi più avanzati dell'Italia. Ne ho quindi letto il contenuto così come quello delle lettere ufficiali emesse dall'ufficio brevetti statunitense. Potrei offrire qualche elemento in merito allo stato delle due domande depositate negli Stati Uniti, a quello che divulgano e rivendicano, alla natura e alla fondatezza o meno delle obiezioni sollevate dall'esaminatore, ma altri l'hanno già almeno parzialmente fatto e il mio intervento volgerebbe presto, al più, ad una pedante, didascalica serie di sterili puntualizzazioni. 
Quello che mi interessa maggiormente, in questo momento, accettando di buon grado di correre, in questo caso, il rischio della pedanteria, del didascalismo e della sterilità, è provare a considerare il modo in cui la questione delle domande di brevetto di Vannoni viene riportata in Italia, che è, per una fortunata coincidenza (fortunata almeno per questo blog, meno per i suoi lettori), proprio il paese in cui per la prima volta sono stati sanciti alcuni dei principi cardine del sistema brevettuale. Sono principi che circolano da ben più di mezzo millennio. Invano, come in tutti quei casi in cui i pensieri più articolati vengono espressi e diffusi ed assimilati solo nell'ambito di una ristretta cerchia elitaria, non riuscendo a passare a sufficienza nel corpo della popolazione.

El sono in questa cità, et anche a la zornada per la grandeza et bonta soa concorre, homeni da diverse bande et acutissimi ingegni, apti ad excogitar et trovar varii ingegnosi artificii. Et se’l fosse provisto, che le opere et artificii trovade da loro altri, viste che le havesseno, non podesseno farle, e tuor l’honor suo, simel homeni exercitariano l’ingegno, troveriano et fariano de le chosse che sariano de non picola utilità et beneficio al stado nostro. Però l’andarà parte che per auctorità de questo Conseio, chadaun che farà in questa cità algun nuovo et ingegnoso artificio, non facto paravanti nel Dominio nostro, reducto che'el sarà a perfection, si che el se possi usar, et exercitar, sia tegnudo darlo in nota al officio di nostri provededori de Commun, siando prohibito a chadaun altro in alguna terrae luogo nostro, far algun altro artificio, ad imagine et similitudine de quello senza consentimento et licentia del auctor, fino ad anni X. Et tamen, se algun el fesse, l’auctor et inventor predicto, habia libertà poderlo citar a chadaun officio de questa cità, dal qual officio el dicto, che havesse contrafacto sia astreto a pagarli ducati cento, et l’artificio, subito sia desfacto. Siando però in libertà de la nostra Signoria, ad ogni suo piaxer tuor et usar nei suoi bisogni chadaun di dicti artificii, et instrumenti, cum questa però condition, che altri ch’a i auctori non li possi exercitar.

Legge sui brevetti della Repubblica di Venezia, 19 marzo 1474 (English translation)

A Venezia, nel 1474, si misurava la grandezza e la bontà dello Stato anche in base alle invenzioni e alle opere dell'ingegno in esso prodotte.
Si apprezzava il contributo che anche gli stranieri potevano dare a queste grandezza e bontà, estendendo anche a loro il diritto al brevetto (homeni da diverse bande), cosa per niente scontata, visto che stiamo parlando dei primordi della legislazione in materia.
Si stabiliva il requisito della novità, perché un'invenzione fosse brevettabile, anche se non era ancora il criterio della novità assoluta, la tecnica nota essendo solo quella divulgata nella Repubblica (non facto paravanti nel Dominio nostro).
Era molto chiara la distinzione tra scoperta ed invenzione, come sembra indicare la scelta dei termini ingegnoso artificio, che è scelta oculata. Questi stessi termini, forse, ed in particolare il termine ingegnoso, sottintendevano anche, per quanto in modo solo implicito, un secondo requisito di brevettabilità, oltre a quello della novità, il requisito dell'attività inventiva.
Si esigeva poi che l'invenzione fosse riproducibile (reducto che'el sarà a perfection, si che el se possi usar, et exercitar), per cui se ne sarebbe dovuta richiedere la protezione alla Serenissima solo dopo le necessarie verifiche sperimentali, e non allo stadio di mera speculazione o vaga idea, e lo si sarebbe dovuto notificare per iscritto all'ufficio (sia tegnudo darlo in nota al officio). Queste due esigenze, combinate, avrebbero garantito un risultato fondamentale, e cioè che, una volta scaduta la privativa brevettuale, che era limitata nel tempo (dieci anni allora, vent'anni oggi, dalla domanda di brevetto), e quindi una volta caduta l'invenzione nel pubblico dominio, l'invenzione potesse essere fruita e sfruttata da chiunque, grazie alla sua divulgazione tramite il brevetto, contribuendo in tal modo alle dette grandezza e bontà della Repubblica. La brevettazione, se usata e non abusata, era (ed è) un incentivo a divulgare le invenzioni, a non tenerle nel cassetto, a farne godere tutti, un giorno.
Si sanciva anche il principio del diritto di esclusiva territoriale, limitato al territorio dello Stato, e lo si faceva vietando sia le imitazioni pedisseque sia i prodotti somiglianti a quello brevettato (siando prohibito a chadaun altro in alguna terrae luogo nostro, far algun altro artificio, ad imagine et similitudine de quello), richiamando, ad un tempo, sia il moderno principio della contraffazione letterale sia quello della contraffazione per equivalenti, e mostrando così pure una certa familiarità con la protezione che oggi è conferita a chi opera nel mercato tramite le misure che sanzionano l'imitazione servile e la concorrenza sleale confusoria.
Si prevedeva poi che i terzi desiderosi di usare l'invenzione potessero farlo, prima del termine decennale, solo dietro una licenza concessa dall'autore dell'invenzione.
Per quanto riguarda la violazione dei diritti brevettuali, questa era sanzionata con un'ammenda e con la distruzione dei prodotti contraffatti, esattamente come può disporre un giudice oggi.
L'ultimo capoverso della legge non mi è molto chiaro, purtroppo: sembra distinguere tra un diritto di prendere ed usare le invenzioni da parte del governo della Repubblica, a seconda del suo fabbisogno, salvo accordare il diritto esclusivo alla sua realizzazione ai soli autori. Sembra insomma prefigurare una qualche autorità di intervento, da parte dello stato, nel caso la produzione del prodotto brevettato non soddisfasse i bisogni dello stato, continuando tuttavia ad autorizzare la produzione esclusiva al solo titolare del brevetto (un prodromo dell'istituto della licenza obbligatoria, cui tutti gli stati hanno diritto, in specifiche situazioni di necessità, licenza obbligatoria cui per esempio l'India è recentemente ricorsa nei confronti della Bayer?).
Fin qui, Venezia, più di mezzo millennio fa, per quanto una Venezia letta necessariamente con gli occhi e le conoscenze e memorie imperfette di una persona vissuta a cavallo tra XX e XXI secolo. Invece, quattro anni fa in Italia e tre anni fa negli Stati Uniti, Vannoni ha ritenuto di richiedere un monopolio ventennale su un uso terapeutico di una soluzione di etanolo e di acido retinoico, in qualsiasi concentrazione, divulgando, in cambio, un solo, singolo, striminzito esempio, secondo il quale una soluzione di 10 ml di etanolo al 98% e 10 mg di acido retinoico, aggiunta ad una soluzione fisiologica - non meglio definita  - ad una concentrazione di 6 µl/ml, indurrebbe la differenziazione di cellule staminali mesenchimali in nueroblasti e/o neuroni, e corredandolo di fotografie che lui stesso ha ammesso appartenti ad altri ricercatori.
Vannoni ha anche ritenuto di richiedere un monopolio ventennale su un procedimento non ancora sottoposto alla necessaria sperimentazione. Se lo fosse stato, avrebbe fornito maggiori dati e risultanze sperimentali proprie, e non altrui, e non mi riferisco ai test clinici, che richiedono le necessarie autorizzazioni, che comunque, fin dal metodo Di Bella, possono essere rilasciate con generosità, almeno da alcuni giudici italiani, e richiedono tempo, quanto piuttosto a quel minimo di sperimentazione richiesta per verificare se ed in quali condizioni sperimentali l'invenzione riesca ad esplicare un qualche effetto tecnico e lo riesca ad esplicare in modo ripetibile.
In Italia, nel 2013, non sempre è chiara la distinzione fra scoperta ed invenzione, il che dimostra, purtroppo, che si è ancora all'ABC della questione. Marco Cattaneo, per esempio, si è interrogato sulla mancata pubblicazione della "scoperta" del metodo di Vannoni su una qualsivoglia rivista scientifica, proprio alla pari di Vannoni, che ha affermato di avere "scoperto" il metodo, come se l'avesse trovato in natura, come il fuoco, per trascurare il fatto che nei dossier brevettuali non è lui, ad essere designato come inventore, per sua stessa scelta e dichiarazione di fronte ad ogni ufficio brevetti cui ha fatto domanda.
Più terra terra ancora, in Italia, oggi, talvolta si crede di dover designare una domanda di brevetto con il termine "applicazione", ignorando quindi che l'inglese application significa domanda o non avendo proprio mai sentito parlare di una domanda di brevetto.
Si continua poi a confondere una domanda di brevetto ed un brevetto concesso, per cui, in diversi giornali, si menziona il "brevetto Stamina" e non la domanda Stamina, così come si consente a Mario Moretti Polegato di pubblicizzare le sue scarpe con la fallace denominazione "brevetto internazionale", titolo che non esiste, se non in forma di domanda. Vannoni ha depositato due domande di brevetto. Potrei farlo anch'io, chiunque può farlo. Non è prova di una gran ricerca o di un particolare merito. Basta depositare una descrizione di quella che si ritiene un'invenzione e delle rivendicazioni che ne definiscano l'ambito di tutela che si desidera ottenere e basta pagare delle tasse. Non chiunque, però, può vederselo concesso, il brevetto, quando, come negli Stati Uniti, come in Europa e in gran parte dei paesi del mondo, ogni domanda di brevetto è sottoposta ad una ricerca di anteriorità e ad un esame di merito da parte dell'esaminatore dell'ufficio presso il quale la domanda è stata depositata. Per dare luogo ad un brevetto concesso, al di là di alcuni requisiti formali, la domanda deve rivendicare un'invenzione nuova, inventiva ed applicabile industrialmente e deve descrivere l'invenzione in modo tale che questa sia riproducibile da un tecnico del ramo. A Venezia, nel 1474, tutto questo si sapeva già.

domenica 7 luglio 2013

Beim Wiederlesen eines Gedichts von Paul Celan

es sind
noch Lieder zu singen jenseits
der Menschen


Lesend
von deinem Tod her
die trächtigen Zeilen
wieder verknüpft
in deine deutlichen Knoten
trinkend die bitteren Bilder
anstoßend
schmerzhaft wie damals
an den furchtbaren Irrtum
in deinem Gedicht das sie lobten
den weithin ausladenden
einladenden
ins Nichts

Lieder
gewiss
auch jenseits
unseres Sterbens
Lieder der Zukunft
jenseits der Unzeit in die wir
alles verstrickt sind
Ein Singen jenseits
des für uns Denkbaren
Weit

Doch nicht ein einziges Lied
jenseits der Menschen

Erich Fried


Rileggendo una poesia di Paul Celan

dei canti
sono ancora da intonare al di là
dell'umanità


Leggendo
dopo la tua morte
i versi pregnanti
di nuovo legati
nei tuoi chiari nodi
bevendo le immagini amare
in cui mi imbatto
dolorosamente come allora
contro il terribile errore
nella tua poesia che elogiavano
l'invito nel nulla
in larga misura
disdetto


Canti
certo
anche al di là
della nostra morte
Canti del futuro
al di là del tempo incongruo in cui
siamo tutti impigliati
Un canto al di là
del nostro concepibile
Spazio

Ma non un solo canto
al di là dell'umanità

sabato 6 luglio 2013

We're on our way to a poetry reading


Non so se sia nel libro [Just kids] o meno, ma Robert, verso il 1970, iniziò a creare i propri vestiti. Diventavano sempre più belli, molto vistosi. Disegnò dei pantaloni da cavallerizzo, di quelli che indossano i cowboys, sai, con una brachetta qui [indica in mezzo alle gambe], in lamé dorato, i pantaloni. Ci trovavamo in un piccolo ristorante e stavamo andando ad un recital di poesie e Robert aveva questi pantaloni in lamé dorato con la brachetta e io avevo l'abitudine di mettere del miele nel tè, ma non lo servivano mai, nei ristoranti, avevano solo lo zucchero, così avevo l'abitudine di portarmi dietro il miele in una piccola borsa. Allora tirai fuori il miele e lo misi sul tavolo. Stavo mettendo il miele nel tè, quando Robert mi disse: "Patti, perché devi portarti il miele al ristorante? Stai attirando l'attenzione su di te."

Patti Smith, Louisiana Literature Festival, 2012

venerdì 5 luglio 2013

Un post alto come un albero e piccolo come una cicala


Anselm Kiefer, De l'Allemagne, particolare, 1982-2013

über der grauschwarzen Ödnis,
Ein baum-
hoher Gedanke,
greift sich den Lichtton: es sind
noch Lieder zu singen jenseits
der Menschen.

Paul Celan, Fadensonnen, 1967

sulla desolazione grigionera,
un pensiero alto
come un albero afferra il suono della luce:
dei canti sono ancora da intonare al di là
dell'umanità.

Kiefer in parte dilata, in parte spezza Soli-filamenti, con la presenza dell'albero, con la sua interposizione in mezzo a jenseits, che a lungo ho pensato di rendere con un ol     tre, per poi rinunciarvi, non sapendo come inserire un tronco tra due sillabe. Va immaginato a grandezza naturale, il quadro, e allo stesso modo quindi anche la citazione di Celan, che ha molteplici significati metaforici*, ma esattamente questa dimensione, nella riproduzione di Kiefer.
Es sind noch Lieder, dice Celan, non es gibt noch Lieder. Parrebbe quindi che i canti esistano solo temporaneamente, ora, in questo frangente, nel presente di chi lo legge, come se bussassero alla porta (es ist jemand an der Tür), canti distinguibili, ma di passaggio o concentrati in poco tempo, come quelli delle cicale nelle ore estive più calde.

Denn die Zikaden waren einmal Menschen. Sie hörten auf zu essen, zu trinken und zu lieben, um immerfort singen zu können. Auf der Flucht in den Gesang wurden sie dürrer und kleiner, und nun singen sie, an ihre Sehnsucht verloren - verzaubert, aber auch verdammt, weil ihre Stimmen unmenschlich geworden sind.

Ingeborg Bachmann, die Zikaden, 1955

Perché le cicale una volta erano esseri umani. Smisero di mangiare, di bere e di amare, per poter cantare tutto il tempo. Rifugiandosi nel canto, si rinsecchirono e si rimpicciolirono, e ora cantano, perse dietro il loro desiderio febbrile - incantate, ma anche dannate, perché le loro voci nel frattempo sono diventate non umane.

*Menschen è forse più specifico di uomini, potrebbe essere limitato agli ebrei; noch può essere generale, nel senso che vi sono sempre canti da intonare, dopo ogni desolazione, oppure può essere un 'vi sono ancora canti' rapportato ad altri canti, incongrui, quelli diffusi nei campi di sterminio; l'enunciato finale, ancora una volta contrassegnato da Kiefer con l'ausilio del tronco, che vi crea una cesura, rispetto ai versi precedenti, ancora più marcata dei due punti, può essere un invito o può piuttosto volgere al sentenzioso, ecc. ecc., con un risultato che oscilla tra la fuga dalla realtà e l'adesione ad una realtà altra. Con l'associazione alle cicale, al loro canto al prezzo della perdita dell'umanità, mi rendo conto ora, i canti al di là degli uomini non sono più né una fuga né una liberazione, ma una dannazione, tuttavia, la tentazione di intrecciare e di vagare tra l'umano, l'ultraumano, il non umano e il disumano, tra il tono e il timbro del grigionero e quelli della luce, era troppo forte. Chiudo come faceva sempre quel furbone di Dante in questi casi: e comunque, le stelle.