venerdì 16 luglio 2010

Bello come una prigione che brucia

Prendiamo William Blake.

Secondo la vulgata, Blake è un poeta visionario, se non il poeta visionario.

Per come la vedo io, è più visionario un poeta che incrocia uccelli bizzarri e stelle e firmamenti e galassie asserragliato in una stanza e che dopo tre giorni di volontaria reclusione casalinga vede i marziani quando riescono a forzargli la porta della stanza e lo costringono a tornare sulla Terra dal suo viaggio da astronauta, però, siccome Blake è visionario proprio per tutti, anche per Jim Morrison, e io le poesie e la letteratura le leggo e basta mentre Jim Morrison con le poesie e la letteratura ci faceva il nome del suo gruppo, le sue canzoni, i suoi tripsss nei deserti del New Mexico e probabilmente anche il caffè, allora la mia visione della visionarietà di Blake è probabilmente eccessivamente condizionata dal mio affetto per l'astronauta di Andreis e per i luoghi più ordinari, piccoli e trascurati rispetto ai grandi spazi dei deserti del New Mexico.

Però immaginiamo per un attimo che la signora Vulgata non abbia interamente ragione, solo per un attimo - nei blog si può fare, pure senza peyote -.

Allora, in quell'attimo, prendiamo concretamente dei versi del poeta visionario.

The morning comes, the night decays, the watchmen leave their stations;
The grave is burst, the spices shed, the linen wrapped up:
The bones of death, the cov'ring clay, the sinews shrunk & dry'd
Reviving shake, inspiring move, breathing, awakening,
Spring like redeemed captives when their bonds & bars are burst.
Let the slave grinding at the mill run out into the field,
Let him look up into the heavens & laugh in the bright air;
Let the inchained soul, shut up in darkness and in sighing,
Whose face has never seen a smile in thirty weary years,
Rise and look out; his chains are loose, his dungeon doors are open;
And let his wife and children return from the oppressor's scourge.
They look behind at every step & believe it is a dream,
Singing: "the Sun has left his blackness & has found a fresher morning,
And the fair Moon rejoices in the clear & cloudless night;
For Empire is no more, and now the Lion & Wolf shall cease."

From America, a profecy

Il mattino arriva, la notte muore, le sentinelle lasciano le loro postazioni;
La tomba è esplosa, le spezie disperse, i sudari ravvolti;
Le ossa dei morti, l'argilla che le copre, i tendini ritratti e seccati
Rivivendo si scuotono, inspirando si muovono, respirando, risvegliandosi,
Balzano come prigionieri liberati quando saltano le loro catene e le loro sbarre.
Lasciate che lo schiavo che macina al mulino corra libero nei campi;
Lasciate che guardi in alto nei cieli e rida nell'aria luminosa;
Lasciate che l'anima incatenata, reclusa nel buio e nei sospiri,
Il cui viso non ha mai visto un sorriso in trenta esausti anni,
Si alzi e guardi fuori; le sue catene sono sciolte, le porte della sua prigione aperte;
E lasciate che sua moglie e i suoi figli tornino liberi dalle punizioni dell'oppressore.
Guardano indietro ad ogni passo e credono sia un sogno,
Cantando: "Il Sole ha lasciato la sua oscurità e ha trovato un più fresco mattino,
E la pallida Luna gioisce nella tersa notte senza nuvole;
Perché l'Impero non esiste più, e ora anche il Leone e il Lupo spariranno."

Each Man is in his Spectre's power
Until the arrival of that hour
When his Humanity awake

And cast his Spectre into the Lake
From Jerusalem

Ogni Uomo è in potere del suo Fantasma
Fino all'arrivo dell'ora
In cui la sua Umanità si risveglia
E proietta il suo Fantasma nel Lago

Visioni immaginate di un mondo libero e giusto dopo la liberazione dai soprusi e dalle paure? Non necessariamente.

Il mio dubbio, finora solo vago, che la visione espressa non fosse altro che una traccia letteraria di un'esperienza reale, ha iniziato a trovare qualche ragione un po' più motivata di un vago sospetto a partire da Beau comme une prison qui brûle, un piccolo libro di Julius Van Daal, L'insomniaque, 2010.

E la ragione principale risiede nel fatto che pare che Blake abbia assistito e partecipato in prima persona, non ho capito bene in quale misura per caso e in quale misura per scelta e convinzione, ai cosiddetti Gordon Riots. E qui entra in gioco il fatto che la storia - e le stesse parole per raccontarla, parole come riots - è fatta dai vincitori, che poi sono quelli che hanno prodotto i nomi di Anthony Charles Lynton Blair o di David William Donald Cameron, e non dai vinti, di cui generalmente non conosciamo nemmeno il primo nome. I vinti sono quelli che per una buona settimana, nei primi giorni di giugno del 1780, sono riusciti a liberare i detenuti da praticamente tutte le prigioni di una città come Londra, vale a dire Newgate, Fleet, King's Bench, Clink, Southwark, Surrey, Bridewell e New Prison, una sola prigione essendo stata risparmiata dalla rivolta. Stiamo parlando di più di settecento persone liberate letteralmente dalle catene, di cui tutte quelle allora rinchiuse nei carceri di Fleet e King's Bench stavano scontando una pena per aver commesso, come unico reato, quello di aver contratto dei debiti (con lo stesso metro, ai giorni nostri servirebbe una cella grande come un intero continente solo per iniziare ad assicurare alla giustizia penale i cittadini degli Stati Uniti d'America). Stiamo parlando della distruzione dell'ambasciata di Sardegna, di quella di Baviera e dei luoghi di culto cattolico romano (i riots presero avvio da una protesta contro il Catholic Relief Act - la legge di riabilitazione dei cattolici - del 1778, al grido di "No popery!" - un buon inizio, dunque - ma si arricchirono presto di altre motivazioni, che brevemente definirei di carattere sociale1, 2), stiamo parlando di saccheggi, di un Parlamento messo più che sotto pressione, e non solo metaforicamente, di case di politici e magistrati prese d'assalto, dell'attacco all'impopolarissimo pedaggio del ponte Blackfriars e del tentativo di assaltare la Banca di Inghilterra.
Finì con una repressione, nemmeno tra le più sanguinose della storia, viste le premesse, tuttavia finì con la cara vecchia repressione e finì con il passare alla storia con il nome di sommossa e nulla più, ma, finché durò, ci fu fuoco, ci furono porte di carceri spalancate, ci fu derisione del potere, ci furono grandi bevute, ci furono gioia sfrenata e un senso di liberazione e di rivalsa, tutte cose che mi rendono ancora più difficile, forse per sempre, attribuire le immagini di Blake alla ricchezza della sua sola fantasia.



1 Dopo No popery!, gli slogan si arricchirono di No slavery! e No wooden shoes!
2 Tom Haycock, il primo liberatore a penetrare nella prigione di Newgate, interrogato dai giudici sui motivi che l'avessero indotto a partecipare alla presa della prigione, rispose: "La ragione! Ma ancora? All'alba non avrebbe dovuto ergersi più una prigione in tutta Londra".

Alcune letture in rete:
Wikipedia
Nicholas Rogers, The Gordon Riots rivisited
Nicholas Rogers, Crowds, culture, and politics in Georgian Britain
Charles Dickens, Barnaby Rudge: a tale of the Riots of 'eighty
Anthony Babington, Military intervention in Britain: from Gordon riots to the Gibraltar incident
Uwe Böker, 'The people that the maddest times were ever plagued with': English Justice and Fair Trials after the Gordon Riots (1780)?


Nemico della patria

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