L'uso puntuale del clacson rimuove un ostacolo specifico dal proprio percorso.
L'uso ripetuto del clacson fluidifica il traffico.
Il suo uso prolungato fa sparire immediatamente tutti gli autoveicoli tranne il proprio.
L'uso puntuale del clacson rimuove un ostacolo specifico dal proprio percorso.
L'uso ripetuto del clacson fluidifica il traffico.
Il suo uso prolungato fa sparire immediatamente tutti gli autoveicoli tranne il proprio.
"Nolan’s Odyssey lacks many of the elements that make the poem great. It has nothing convincing to say about time, memory, history, war, or about the relationship between one warrior’s glorious return and the lives of his family, adversaries, comrades, friends and neighbours. It lacks psychological, emotional, political and ethical depth. Its narrative structure is gimmicky. The writing is abysmal. None of the characters has convincing motivation for their actions or words. There are no sex scenes, and all the food looks horrible."
Emily Wilson
Io salvo solo il cavallo, finalmente senza rotelline, risparmio Atena e rimpiango l'assenza di Poseidone e del rumore di piedi adolescenti che battevano per terra per aiutarsi a scandire esametri.
Il fascismo era l'Italia reale, l'Italia che oggi imputa a Mussolini solo di aver perduto la guerra e che ritiene noi antifascisti corresponsabili della disfatta. Hai visto quali sono state le reazioni alla Camera e sulla stampa per la firma del trattato di pace? Nessuno si è azzardato a ricordare le responsabilità del popolo italiano. Nessuno ha detto, come disse Victor Hugo nel '70, che quel che pagavamo non era troppo come prezzo per riacquistare la nostra libertà. Nessuno ha fatto il confronto fra la nostra situazione e quella del popolo tedesco per riconoscere quanto immeritatamente noi risultassimo privilegiati.
Da una lettera di Ernesto Rossi a Gaetano Salvemini, febbraio 1947
Sed ipse paucos dies conmoratus apud C. Flaminium in agro Arretino, dum vicinitatem antea sollicitatam armis exornat, cum fascibus atque aliis imperi insignibus in castra ad Manlium contendit. Haec ubi Romae comperta sunt, senatus Catilinam et Manlium hostis iudicat, ceterae multitudini diem statuit, ante quam sine fraude liceret ab armis discedere praeter rerum capitalium condemnatis. Praeterea decernit, uti consules dilectum habeant, Antonius cum exercitu Catilinam persequi maturet, Cicero urbi praesidio sit. Ea tempestate mihi imperium populi Romani multo maxume miserabile visum est. Cui cum ad occasum ab ortu solis omnia domita armis parerent, domi otium atque divitiae, quae prima mortales putant, adfluerent, fuere tamen cives, qui seque remque publicam obstinatis animis perditum irent. Namque duobus senati decretis ex tanta multitudine neque praemio inductus coniurationem patefecerat neque ex castris Catilinae quisquam omnium discesserat: tanta vis morbi ac veluti tabes plerosque civium animos invaserat.
Gaius Sallustius Crispus
Ma lui, dopo aver passato qualche giorno a casa di Caio Flaminio nella campagna di Arezzo, il tempo necessario per armare la gente che era già insorta, si avvia al campo di Manlio coi fasci e con le altre insegne di comando. Arrivata la notizia a Roma, il senato dichiara Catilina e Manlio nemici della patria e inoltre stabilisce il giorno entro cui tutti, eccetto chi sia stato condannato a reati capitali, potranno deporre le armi senza conseguenze penali; inoltre, decreta che i consoli arruolino soldati, che Antonio si affretti con l’esercito ad attaccare Catilina e che Cicerone resti a difesa di Roma.
Mi sembrò che in quel momento l’impero del popolo Romano fosse, come non mai, miserabile. Il mondo intero, dall'alba al tramonto, soggiogato alle sue armi, gli obbediva; nelle case affluivano pace e ricchezze, i beni primari, per i mortali. E tuttavia, c'erano dei cittadini che volevano ostinatamente rovinare se stessi e lo Stato. Infatti, malgrado i due decreti del senato, nemmeno uno, fra tanti, rivelò la congiura cedendo alla promessa di ricompense, nemmeno uno disertò il campo di Catilina; così virulenta era la malattia che, come un contagio, aveva invaso le menti di tanti cittadini.
Sallustio, La congiura di Catilina, XXXVI, 43-40 a.C.
"Sette anni di prigione: sono molto o poco tempo? Un raggio di sole impiega otto minuti per raggiungere la Terra. Le onde luminose di un raggio di un faro diretto nel cielo raggiungono la stella più vicina al sole in poco più di quattro anni, vale a dire quasi due terzi della mia incarcerazione. La luce impiegherebbe circa due milioni di anni per raggiungere il nostro sistema stellare più vicino, la galassia di Andromeda. Incredibilmente tanto? Basti pensare a quante persone sono state colpite dalla guerra in Ucraina, che ha privato ognuna di loro di anni di una vita pacifica e normale - e alcune della loro stessa vita! E lo si moltiplichi... Così grande è la responsabilità che grava su tutti noi. Anche su di me."
Alexej Gorinov, prima che i giudici in tribunale annunciassero la loro sentenza, come previsto dall'articolo 293 del codice di procedura penale russo, che garantisce a ogni imputato il diritto a un discorso di chiusura, senza censura, senza interrogatorio e senza limiti di tempo. È l'ultima parola (posledneje slovo) dell'imputato, un diritto che risale all'epoca zarista e ha attraversato - indenne - quella sovietica fino al presente. Di ultime parole si occupa il dossier della Zeit di questa settimana. La citazione viene da lì.
Gorinov, consigliere comunale moscovita, è stato giudicato colpevole di "diffondere informazioni chiaramente false" sull'esercito russo utilizzando "i suoi doveri ufficiali" e di averlo fatto nel contesto di un gruppo organizzato motivato da "odio politico". Così la sentenza.
Ha chiamato guerra la cosiddetta "operazione speciale" russa, anche in tribunale.
Grazie ad un articolo del corrispondente da Mosca de Le Monde, Benoît Vitkine, si capisce che in questo momento i teatri pubblici russi sono da evitare, almeno da parte di chi, come Nina K., trentenne moscovita, rifiuta la cultura proposta dallo stato, che non dà voce a chi è contrario alla guerra. C'è ancora spazio, tuttavia, per qualche evento culturale dove viene evocato il conflitto, "in modo diretto, non cifrato e ipocrita", come quello di una serata dedicata a poesie sull'Ucraina, alcune serie, altre ironiche, come quella "su un soldato richiamato nell'ambito della mobilitazione parziale e rientrato a casa parzialmente".
Nello stesso articolo, Nina K. si domanda perché nessuno parli di Artëm Kamardin, arrestato a settembre del 2022, assieme a Egor Štovba e Nikolaj Dajneko, in piazza Triumfal’naja, dopo una lettura pubblica di una poesia contro la guerra. Se ne parla un po', in realtà, ma mai abbastanza.
Sono sposata in Francia, ma l'Italia non lo riconosce.
La Cassazione, nel respingere la richiesta di trascrivere in Italia un matrimonio omosessuale celebrato all’estero, vale a dire un matrimonio come il mio, ha sostenuto che «il legislatore ha inteso esercitare pienamente la libertà di scelta del modello di riconoscimento delle unioni omoaffettive», inquadrandole nel regime ad hoc – la l. n. 76/2016, legge Cirinnà – previsto per le unioni civili (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 11696/18).
Esercito pienamente la libertà di mandare a cagare il legislatore italiano assieme a tutti i suoi elettori.
Meloni è presidente del Consiglio dei ministri e La Russa è presidente del Senato: non sarebbe mai dovuto accadere. Una volta accaduto, si sarebbe dovuto almeno protestare in piazza, il più a lungo possibile, invece no. Si fanno, al più, dei distinguo tra i due, a beneficio della prima, anche se l'unica differenza essenziale è l'età, che ha consentito a La Russa di partecipare attivamente alla violenza degli anni '70, non certo l'ideale politico di cui hanno scelto di nutrirsi durante tutta la loro vita.
Sono entrambi uno schiaffo alla Costituzione ogni giorno che passa, in molti dei suoi principi fondamentali, a partire dal fondamento della Repubblica sul lavoro (Art. 1), che non può essere promosso senza ricerca ed innovazione, nonché in materia di rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo, come prevede l'Art. 2, che non distingue tra italiano e straniero, tra eterosessuale e omosessuale, tra cattolico e musulmano, dice proprio "diritti inviolabili dell'uomo", e in molti altri aspetti, non ultimo quello della tutela dell'ambiente (Art. 9), dell'uguaglianza dei cittadini (Art. 3) e del diritto d'asilo allo straniero (Art. 10).
Incarnano, anche, i due e i loro accoliti, concretamente, il no a qualsiasi forma di progresso e di avanzamento democratico del paese. In ordine molto sparso e senza alcuna pretesa di esaustività: no al MES, no all'intelligenza artificiale (studiarla no, eh?), no all'adozione delle energie rinnovabili (Meloni auspica che l'Italia diventi "l'hub del gas", cioè che si sfruttino ancora e sempre le fonti fossili nonostante la crisi climatica che queste fonti hanno fortemente contribuito a provocare: ENI ringrazia e nessuno sembra fare un plissé), no alla fine dei motori termici nel 2035, no all'efficientamento energetico del parco immobiliare, no alle farine di insetti, no ai soccorsi dei migranti in mare, no alla revisione del regolamento di Dublino, no alla cittadinanza italiana a milioni di persone che vivono, studiano e/o lavorano in Italia, no ai figli di genitori non biologici, no alle gare per le concessioni balneari, ecc. Sono parecchi no, in poco più di 6 mesi di governo e - sia chiaro - si sovrappongono, in parte, a dei no espressi, esplicitamente o implicitamente, anche dall'opposizione in passato.
I no servono, a volte, e sono doverosi, altre volte, come il no al fascismo da parte dei resistenti, ma questa sfilza di no è incompatibile con il futuro e la stessa sopravvivenza del paese e con la sua storia più nobile, per quanto espressa da una minoranza di persone portatrici di idee illuminate ed esecutrici di azioni generose, anche a rischio e a costo della propria vita, di cui il 25 aprile resta una data fondamentale.
Buon 25 aprile.