lunedì 25 ottobre 2010

Sã qui turo


Sã qui turo zente pleta
turo zente de Guine
he he he,
tambor flauta e cassaeta
y carcave na sua pé,
he he he.
Vamos o fazer huns fessa
o menino Manué,
he he he.
Canta Bacião
canta tu Thomé
canta tu,
canta tu Flanciquia
canta Caterija
canta tu,
canta tu Flunando
canta tu Resnando
canta tu.
Oya, oya:
turo neglo hare cantá,
ha cantamo e bayamo
que forro fi camo,
ha tanhemo y cantamo
ha frugamo e tanhemo
ha tocamo pandero ha flauta y carcavé,
ha dizemo que biba
biba mia siola y biba Zuzé.

Tutti qui sono gente nera/tutta gente di Guinea/he he he/tamburo, flauto e nacchere/e sonagli ai piedi/he he he./Faremo una festa/in onore del piccolo Manué (Emanuele)/he he he!/Canta Bacião (Bastiano)/canta tu, Thomé (Tommaso)/canta tu/canta tu, Flanciquia (Francesco)/canta Caterija (Caterina)/canta tu/canta tu, Flunando (Fernando)/canta tu Resnando/canta tu./Ascoltate ascoltate:/tutti i neri sanno cantare/cantiamo e balliamo/cantiamo e balliamo/perché siamo liberi/suoniamo e cantiamo/ci divertiamo e suoniamo/suoniamo il tamburino, il flauto e i sonagli/diciamo viva/viva la nostra signora e viva Zuzé (Giuseppe).


La lingua, come in altri villancicos di questo tipo, è una lingua inventata, un'imitazione della lingua dei neri delle colonie portoghesi quando tentavano di esprimersi nella lingua del colonizzatore. In questo caso è un afro-lusitano, un misto di portoghese, spagnolo, creolo e forse anche di altre.

1 commento:

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