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venerdì 23 agosto 2013

Der glücklose Engel

Es gibt ein Bild von Paul Klee, das Angelus Novus heißt. Ein Engel ist darauf dargestellt, der aussieht, als wäre er im Begriff, sich von etwas zu entfernen, worauf er starrt. Seine Augen sind aufgerissen, sein Mund steht offen und seine Flügel sind ausgespannt...
Walter Benjamin

Der glücklose Engel

Hinter ihm schwemmt Vergangenheit an, schüttet Geröll auf Flügel und Schultern, mit Lärm wie von begrabenen Trommeln, während vor ihm sich die Zukunft staut, seine Augen eindrückt, die Augäpfel sprengt wie ein Stern, das Wort umdreht zum tönenden Knebel, ihn würgt mit seinem Atem. Eine Zeit lang sieht man noch sein Flügelschlagen, hört in das Rauschen die Steinschläge vor über hinter ihm niedergehn, lauter je heftiger die vergebliche Bewegung, vereinzelt, wenn sie langsamer wird. Dann schließt sich über ihm der Augenblick: auf dem schnell verschütteten Stehplatz kommt der glücklose Engel zur Ruhe, wartend auf Geschichte in der Versteinerung von Flug Blick Atem. Bis das erneute Rauschen mächtiger Flügelschläge sich in Wellen durch den Stein fortpflanzt und seinen Flug anzeigt.

Heiner Müller



Cè un quadro di Paul Klee che si intitola Angelus Novus. Vi è rappresentato un angelo che sembra sul punto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali spiegate...


L'angelo sfortunato (ed infelice)

Dietro di lui si sedimenta il passato, gli scarica addosso detriti su ali e spalle, con un rumore come di tamburi sepolti, mentre davanti a lui si ammassa il futuro, gli sfonda gli occhi, gli fa esplodere i globi oculari come una stella, gli trasfigura la parola in un bavaglio sonoro, lo strozza col suo respiro. Per un certo tempo si vedono ancora i battiti delle sue ali, nel rumore si avvertono i colpi delle pietre che si abbattono davanti sopra dietro di lui, il vano movimento quanto più impetuoso tanto più chiassoso, isolato, quando rallenta. Poi l'attimo si chiude sopra di lui: sul suo posto in piedi sepolto rapidamente dalle macerie, l'angelo sfortunato (ed infelice) si calma, aspettando la storia nella pietrificazione di volo sguardo respiro. Finché il rinnovato rumore di potenti battiti d'ali si trasmette ad ondate attraverso la pietra e preannuncia il suo volo.

giovedì 21 marzo 2013

La ventitreesima lettera

Vi ricordate quella poesia in cui Raffaello Baldini dice che ci sono stati degli sbagli, è andata così, eppure se si fosse in tanti si potrebbe (e forse si dovrebbe) ricominciare tutto dal principio? Se non ve la ricordate la ricopio qui, ché non mi costa nulla:

Sgònd mè u s putrébb, ès 'na gran masa, a gémm
ch’ u i è stè di sbai, la préima vólta, u s sa,
ch’u n n’à còulpa niséun, la è ’ndèda acsè,
e ’rcminzé tótt da capo.
 

Baldini avrebbe voluto cambiare il mondo riazzerando completamente il sistema. Io sarei sostanzialmente d'accordo. Eppure, non tanto per il timore di affermare in modo semplice e naïf un no radicale al mondo in cui ci troviamo a vivere e di dover rifare tutto daccapo, quanto forse per la sensazione, o dovrei piuttosto dire convinzione, che la gran masa non si formi mai, provo un moto di altrettanta, se non maggiore, benevolenza e simpatia nei confronti di coloro che, sommersi dal fiume del tempo e dimenticati in una breve nota di un testo, non hanno chiesto la rifondazione del sistema, avendone accettato tutto sommato le regole, anche se complicate, anche se dai risultati dubbiosi e suscettibili di continui ripensamenti e sviluppi, ma ne hanno rivelato la falla, con un vero colpo di genio, in un dettaglio tanto infimo quanto devastante nelle sue conseguenze. Il testo in questione è Major trends in Jewish mysticism di Scholem e la nota si riferisce al circolo della Temunah.
Cerco di immaginarmelo, di tanto in tanto, il momento in cui emerse la falla del sistema, da quando il mio sguardo si è posato su quella nota: in una stanza polverosa e piena di manoscritti ed appunti svolazzanti frequentata da un ristretto circolo di ebrei tutti presi a sviluppare e a dibattere, fino a notte fonda, le teorie cabalistiche più sofisticate, inclusa quella del potere creativo delle lettere, una mattina, all'alba - diciamo del 1270 - arriva un uomo, trafelato, sudato, estenuato, che, dopo una notte passata a far collimare le idee più inconciliabili, l'uno e l'infinito, il principio del mondo e l'eternità, il nulla e il tutto, fa saltare giù dal letto tutti i compagni di studio gridando: "Sveglia, sveglia!  - pant, pant - Manca - pant - una lettera, manca - pant - una lettera!"
L'idea era questa: le cose non tornavano perché c'era ancora una lettera, nell'alfabeto ebraico, invisibile nell'eone presente ma destinata a ricomparire in un eone successivo. L'interpretazione della Torah era completamente da rivedere.
Non è mica per caso che siamo ancora nello stesso eone del XIII secolo; il tentativo fatto finora è pur sempre quello fatto per la préima vólta.


giovedì 20 settembre 2012

Acta Muriensa

I. Portalsspruch der Universität Muri

Lirum larum Löffelstiel, kleine Kinder fragen viel

II. Vorlesungsverzeichnis der Universität Muri

Theologie:
Prof. Robert Eisler: Geschichte des abendländischen Paganismus von Papageno bis Paganini
ders.: Damenmantel und Badenzelt
Prof. Max Scheler: Leben und Werke des hl. Johann Maria Farina
Im dogmengeschichtlichen Seminar:
Prof. A. Von Harnack: Das Osterei. Seine Vorzüge und seine Gefahren
Prof. Max Scheler: Übungen zum Konklave

Philosophie:
Prof: I. Kant: Übungen über Erdmann. Von Leibniz bis Bahlsen
Prof. Bleuler/Zürich: der Weinzwang
Im Seminar für experimentelle Psychologie:
Prof. Stumpf: Seelenmessung
Prof. Scheler: Seelenmessen
Prof. Wilamowitz-Moellendorff: Leben und Treiben der Hoflieferanten
Prof. Levison: Herrmann der Cherusker (vierstündig)
Prof. Delitzsch: Fibel und Säbel





I. Motto sul portale dell'università di Muri

Lirum larum manico di cucchiaino, quante domande fa un bambino

II. Programma dei corsi dell'università di Muri

Teologia:
Prof. Robert Eisler: Storia del paganesimo occidentale da Papageno a Paganini
lo stesso: Manto spaziale e svolta celeste 
Prof. Max Scheler: Vita ed opere di S. Giovanni Maria Farina 
Nel seminario di storia del dogma:
Prof. A. Von Harnack: L'uovo di Pasqua. I suoi pregi e i suoi rischi
Prof. Max Scheler: Esercizi per il conclave


Filosofia:
Prof: I. Kant: Esercizi su Erdmann. Da Leibniz a Bahlsen
Prof. Bleuler/Zürich: l'obbligo di consumazione
Prof. Stumpf: Misurazione dell'anima
Prof. Scheler: Metratura dell'anima
Prof. Wilamowitz-Moellendorff: Vita ed opere dei fornitori di corte
Nel seminario di psicologia sperimentale:
Prof. Levison: Arminio il cherusco (quattro ore)
Prof. Delitzsch: Fibula e sciabola


Da Acta Muriensa, gioco ideato da Benjamin e Scholem e redatto tra il 1918 e il 1923 nei loro scambi e corrispondenze sull'immaginaria università svizzera di Muri, un paesino vicino a Berna.
Il titolo reale dell'opera di Eisler era Weltenmantel und Himmelszelt (manto cosmico e volta celeste), un testo del 1910.
Giovanni Maria Farina è il creatore dell'Acqua di Colonia, mentre il santo si chiama Giovanni Antonio Farina.

venerdì 6 gennaio 2012

Il supporto

Was ist Aura? 
Die Erfahrung der Aura beruht auf der Übertragung einer in der menschlichen Gesellschaft geläufigen Reaktionsform auf das Verhältnis der Natur zum Menschen. Der Angesehene oder angesehen sich Glaubende schlägt den Blick auf. 
Leggere le parole di Benjamin in un suo saggio o leggerle sul foglio di carta su cui le scrisse per la prima volta in un locale di San Remo (nell'inverno '34-'35, secondo la datazione di Gerschom Scholem) non mi pare la stessa cosa. 


Appunto e allo stesso tempo scrittura non frammentaria, ma piena; impellenza dello scrivere e allo stesso tempo scrittura che conferma un pensiero già sviluppato, maturo; metafora concreta di una condizione di vulnerabilità e precarietà e allo stesso tempo gesto ironico, casuale e non casuale nell'affiancare la scrittura, e proprio il ragionamento sull'aura, a delle stelle e a delle stelle finte. 

"Je näher man ein Wort ansieht, desto ferner blickt es zurück". - Karl Kraus


Cos'è l'aura?
L'esperienza dell'aura si basa sul trasferimento di una forma di reazione corrente nella società umana al rapporto della natura con l'uomo. Chi è guardato o si crede guardato alza lo sguardo.

"Quanto più guardiamo una parola da vicino, tanto più essa ci guarda da lontano".