Se ne vedono pel mondo che son osti, cavadenti, boja, eccetera ... o secondo le fortune grandorienti; c’è chi taglia e cuce brache, chi leoni addestra in gabbia, chi va in cerca di lumache, ........... io fo buchi nella sabbia. Ernesto Ragazzoni

Viaggiare - 1

Kosmopolit

Von meiner weitesten Reise zurück, anderntags
Wird mir klar, ich verstehe vom Reisen nichts.
Im Flugzeug eingesperrt, stundenlang unbeweglich,
Unter mir Wolken, die aussehn wie Wüsten,
Wüsten, die aussehn wie Meere, und Meere,
Den Schneewehen gleich, durch die man streift
Beim Erwachen aus der Narkose, sehe ich ein,
Was es heißt, über die Längengrade zu irren.

Dem Körper ist Zeit gestohlen, den Augen Ruhe.
Das genaue Wort verliert seinen Ort. Der Schwindel
Fliegt auf mit dem Tausch von Jenseits und Hier
In verschiedenen Religionen, mehreren Sprachen.
Überall sind die Rollfelder gleich grau und gleich
Hell die Krankenzimmer. Dort im Transitraum,
Wo Leerzeit umsonst bei Bewußtsein hält,
Wird ein Sprichwort wahr aus den Bars von Atlantis.

Reisen ist ein Vorgeschmack auf die Hölle.

Durs Grünbein

Cosmopolita

Di ritorno dal mio viaggio più lontano, il giorno dopo
mi è chiaro che non capisco nulla di viaggi.
Imprigionato nell'aereo, fermo per ore,
sotto di me nuvole che assomigliano a deserti,
deserti che assomigliano a mari e mari
uguali a cumuli di neve per i quali si girovaga
al risveglio dalla narcosi, capisco
cosa significa errare lungo i gradi di longitudine.

Al corpo è rubato il tempo, agli occhi la calma.
La parola precisa perde il suo posto. Le vertigini
si levano in volo con lo scambio tra al di là e qui.
In diverse religioni, più lingue.
Ovunque le piste sono ugualmente grigie e ugualmente
chiara è la camera d'ospedale. Là, nello spazio di transito,
dove il tempo vuoto ci mantiene invano coscienti,
un proverbio diventa vero dai bar di Atlantide.

Viaggiare è un assaggio di inferno.

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Le poesie qui riportate sono scelte secondo un algoritmo di Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, trascritte e, al più, corredate di qualche personalissimo errore di battitura o, perché no, di ornografia. Qualche volta, nonostante i miei limiti, ne propongo una versione mia, solo per gioco.
Perché della poesia?
Perché la poesia non serve a niente, perché i poeti, in quanto poeti, trasgrediscono tutte le leggi e perché i lettori di poesia, in quanto lettori di poesia, ne trasgrediscono, inutilmente e solo di riflesso, almeno un bel po'.

Il resto, invece, perché non ho ancora dimenticato la password di blogspot.

Francesca


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